Effetto Placebo, cos’è? Dalla definizione alla pratica

Cos’è l’effetto placebo? La definizione non è nota ai più, ma se ne sente parlare sempre più spesso. Quando si parla di effetto placebo ci si riferisce comunemente all’effetto generato da una sostanza che teoricamente è priva di principi farmacologici ma che, assunta da soggetti ignari, è in grado di provocare un effetto fisiologico. Ma, quali sono le implicazioni psicologiche dell’effetto placebo?

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    Effetto Placebo, cos’è? Dalla definizione alla pratica

    Cos’è l’effetto placebo? La definizione non è nota ai più, ma se ne sente parlare spesso e si leggono sempre più articoli che vi fanno riferimento. Quando si parla di effetto placebo ci si riferisce comunemente all’effetto generato da una sostanza che teoricamente è priva di principi farmacologici ma che, assunta da soggetti ignari, è in grado di provocare un effetto fisiologico. L’effetto positivo che deriva dall’assunzione della sostanza viene denominato proprio “effetto placebo”. Il termine deriva dal verbo latino “placeo” che significa “far piacere”. Ma, quali sono, più nel dettaglio, le implicazioni psicologiche dell’effetto placebo?

    Effetto placebo: definizione

    Qual è la definizione e il significato esatto del termine effetto placebo? Per capirlo va chiarito, anzitutto, come agiscono i farmaci e come agiscono sull’organismo. I farmaci possiedono effetti e siti d’azione. Per effetto si intende il cambiamento che è possibile osservare in ogni processo fisiologico in seguito all’assunzione del farmaco. Il sito d’azione, invece, è il punto nel quale le molecole del farmaco interagiscono con le cellule del corpo con effetto sui processi biochimici che si svolgono al suo interno. Il farmaco non rimane all’interno dell’organismo per sempre; una volta raggiunto il proprio sito d’azione, viene espulso dal corpo tramite il fegato ed i reni.

    Diversa cosa accade con il “finto farmaco”, anche detto placebo. Il placebo è una sostanza inattiva (priva quindi di effetti farmacologici) che viene somministrato nello stesso modo in cui viene somministrato un vero farmaco e che, pur non possedendo le stesse proprietà riesce, in alcuni casi, ad attivare le stesse reazioni fisiologiche del farmaco vero e proprio. Ma, com’è possibile? In che modo una sostanza inerte, priva dei principi attivi necessari, riesce ad avere degli effetti benefici sulla salute di un soggetto?

    Effetto placebo e psicologia

    L’elenco dei nomi dei farmaci placebo potrebbe essere infinito. Questo perché, come sottolineato, si tratta di sostanze prive di effetti farmacologici che , però, in alcuni casi hanno dei risvolti positivi sulla salute dell’individuo.

    Questo effetto benefico del placebo si basa sul suo effetto suggestivo e cioè sulla convinzione per il soggetto che quella determinata sostanza sia, in realtà, un vero e proprio farmaco curativo. Una persona, affetta da una data patologia, se assume una sostanza nella convinzione che abbia principi attivi come quelli contenuti nei farmaci, può ottenere l’effetto desiderato. Si tratta di un effetto che non è solo immaginato dal paziente, ma che è legato ad una serie di processi biochimici che, effettivamente, avvengono all’interno dell’organismo. In sostanza è stato riscontrato che, in alcuni casi, una sostanza – assunta nella convinzione per il soggetto che si tratti di un vero e proprio farmaco – genera effetti positivi sulla salute dell’individuo simili a quelli che si hanno con l’assunzione del farmaco vero e proprio.

    Ad esempio, è stato anche dimostrato che aumentando le dosi di farmaci placebo, in alcuni casi, si può ottenere un incremento dei suoi effetti benefici sulla salute (anche sulle disfunzioni sessuali).

    La condizione di base, però, è sempre la stessa: il soggetto che assume il “finto farmaco” deve essere effettivamente convinto che la sostanza che sta assumendo sia un farmaco vero e proprio. Solo in tali casi si potrà parlare di “effetto placebo”.

    Efficacia dell’effetto placebo

    E stato osservato che i soggetti che soffrono di patologie non serie come la sindrome del colon irritabile, possono avere effetti benefici con la somministrazione di un placebo nel 50-80% dei casi.

    Secondo altri studi, nel caso di mal di testa, artrite e mal di stomaco, l’effetto placebo potrebbe influire nel 31%-37% dei casi.

    In alcuni casi i medici ricorrono anche ai cosiddetti placebo “impuri” (come gli integratori, ricostituenti o vitamine), assunti sempre nella convinzione da parte del soggetto che si tratti di veri e propri farmaci.

    Si tratta, comunque, di dati ancora tutti da verificare che, però, lasciano pensare che un effetto placebo, effettivamente, possa sussistere in determinati casi.

    Effetto nocebo

    Simile all’effetto placebo è l’effetto nocebo. Le parole effetto nocebo stanno ad indicare una risposta patologica dell’organismo umano che avviene in alcuni soggetti particolarmente suggestionabili che, temendo l’insorgere di un sintomo e di una patologia, ne favoriscono la comparsa.

    Questo effetto negativo si può osservare anche nel caso di somministrazione di un placebo, a cui vengono riconosciuti effetti collaterali, nella convinzione che si tratti di un farmaco vero e proprio. Ad esempio, è stato osservato che conoscere in anticipo i possibili effetti collaterali di un farmaco, può aumentare il rischio che quegli effetti si presentino realmente.

    Insomma, anche nel caso dell’effetto nocebo, la reazione negativa nell’organismo si produce in seguito alla convinzione del soggetto che tale reazione effettivamente si verificherà. Si tratta, dunque, sempre di una suggestione del soggetto, una suggestione talmente forte che finisce col produrre effettivamente delle conseguenze negative (un sintomo o lo sviluppo di una patologia vera e propria).