Febbre ghiandolare: sintomi e rimedi

Febbre ghiandolare: sintomi e rimedi
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    Febbre ghiandolare: sintomi e rimedi

    Febbre ghiandolare: quali sono i sintomi e i rimedi in questi casi? La febbre ghiandolare (anche detta mononucleosi infettiva) è un’infezione virale che si manifesta con febbre alta, mal di gola, ingrossamento dei linfonodi del collo, stanchezza e spossatezza. Si tratta di una patologia che colpisce solitamente gli adulti e gli adolescenti e che può durare anche diverse settimane. Fortunatamente, non ci sono conseguenze gravi, ma bisogna comunque prestare attenzione al decorso della malattia. Quali sono gli altri sintomi, quindi? E quali le cause e la terapia?

    Sintomi della febbre ghiandolare (o mononucleosi infettiva) possono essere: febbre alta (con temperature spesso superiori ai 38ºC), mal di gola, ingrossamento delle tonsille e della gola, linfonodi del collo e di altre zone del corpo (come le ascelle) ingrossati, eruzione cutanea, eruzione allergica, emicrania, dolore dell’occhio, dolori muscolari, gonfiore degli occhi, febbre e brividi, perdita di appetito, gonfiore della milza e del fegato e senso di stanchezza e malessere generale. Infine, in casi rari, la febbre ghiandolare si manifesta anche con una lieve infiammazione del fegato che causa ittero lieve (colorazione gialla della pelle). E’ anche vero che non sempre questi sintomi compaiono tutti insieme e che, talvolta, se ne manifestano solo alcuni. In altri casi, invece, non si manifesta alcun sintomo e la patologia è quindi del tutto asintomatica. In genere, comunque, i sintomi si risolvono in due-tre settimane al massimo. Per quanto riguarda le possibili complicazioni della febbre ghiandolare, infine, sono rare ma possono essere gravi. Esse includono un’infezione batterica secondaria del cervello o del sistema nervoso ed eccessivo gonfiore delle tonsille che può portare a difficoltà di respirazione.

    La febbre ghiandolare è causata dal virus di Epstein-Barr; questo virus può attaccare solo due tipi di cellule del corpo (quelle delle ghiandole salivari e i globuli bianchi). L’infezione inizia nelle ghiandole salivari e poi si diffonde nei linfociti B (globuli bianchi).

    La febbre ghiandolare è un’infezione virale che, quindi, non richiede un trattamento specifico a base antibiotica. Gli antibiotici sono controindicati perché, in questi casi, non hanno effetto. Per abbassare la febbre, invece, possono essere prescritti degli antipiretici come il paracetamolo e l’ibuprofene. Per il resto, la malattia deve fare il suo decorso e si consiglia di stare a riposo. Per quanto riguarda il contagio, infine, la febbre ghiandolare risulta particolarmente infettiva durante la fase febbrile; quindi è proprio durante questi giorni che il contatto dovrebbe essere evitato.

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