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Noduli al seno: sintomi, cause e terapia

Noduli al seno: sintomi, cause e terapia
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    Noduli al seno: sintomi, cause e terapia

    Quali sono i sintomi, le cause e la terapia per i noduli al seno? Con il termine noduli si fa riferimento a tutte quelle masse che possono, eventualmente, formarsi all’interno dei seni. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, si tratta di formazioni del tutto benigne, che possono essere rimosse chirurgicamente senza provocare conseguenze particolari. In molti casi i noduli, infatti, sono cisti benigne oppure fibroadenomi. Per riconoscerli si può praticare anche l’autopalpazione, che aiuta a fare prevenzione anche rispetto al più grave tumore al seno. Ma, quali sono i sintomi dei noduli al seno?

    I sintomi dei noduli al seno sono diversi. Con l’autopalpazione è possibile riscontrare la presenza di formazioni tondeggianti o, comunque, di forma regolare. Solitamente, poi, il fibroadenoma è quasi del tutto asintomatico, mentre le cisti causano dolore. Le cisti, infatti, contengono liquido sieroso, a differenza del fibroadenoma.

    Ancora non si conoscono bene le cause che determinano la formazione dei noduli al seno, ma pare che, anche in questo caso, la familiarità possa avere un ruolo predisponente. Tra le cause del fibroadenoma, poi, anche gli squilibri ormonali.

    Nella maggior parte dei casi, quando le cisti o il fibroadenoma crescono rapidamente e causano dolore, si interviene con un intervento di rimozione chirurgica. In molti casi questo viene praticato in day hospital e quindi non è particolarmente invalidante per la donna.

    La prevenzione è sicuramente la chiave di successo per sconfiggere al meglio i noduli al seno. Questa si può fare attraverso l’autoplapazione. L’autopalpazione del seno è una tecnica semplice e immediata che ogni donna dovrebbe imparare a fare e praticare costantemente. Fondamentale, quindi, oltre ai controlli periodici dallo specialista, è l’autocontrollo, che è in grado di mettere in evidenza noduli quanto meno sospetti in almeno l’80% dei casi, come dimostrato dai dati scientifici. L’autopalpazione andrebbe eseguita una volta al mese, preferibilmente sempre nello stesso giorno del ciclo, da scegliere tra i primi cinque, visto che in questi giorni la ghiandola mammaria è meno congesta e quindi più facilmente esaminabile in tutte le sue parti. Nel caso di donne in fase menopausale, chiaramente, questa distinzione ha un significato relativo, ma resta buona regola usare un giorno fisso del mese per fare questo autoesame.

    Cosa bisogna ricercare con l’autopalpazione? Ogni tipo di alterazione: noduli nella mammella o anche nel cavo ascellare, variazioni di forma e simmetria delle due ghiandole, irritazione, retrazione del capezzolo o della pelle. Per un corretto esame è fondamentale non avere fretta e stare rilassate, poggiando la mano del lato corrispondente a quello che si intende esaminare dietro la testa, in modo da sollevare il braccio. La palpazione andrà quindi effettuata con l’altra mano usando i polpastrelli. E’ preferibile suddividere idealmente la ghiandola in quattro quadranti e procedere in successione all’esame di ciascuno, con movimenti circolari, come a formare anelli concentrici, partendo dall’esterno, fino a ricoprire l’intera superficie della mammella. Non dimenticate, poi, di ispezionare il cavo ascellare che potrebbe essere sede di linfonodi ingrossati, spia di qualche processo patologico in atto. Buona norma, inoltre, è effettuare questo esame davanti allo specchio, dove risulteranno più evidenti eventuali alterazioni della cute o del capezzolo, eventuali asimmetrie o deformità che altrimenti sarebbero difficilmente visibili.

    Foto tratta da Pixabay

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