Sepsi: sintomi, cause e terapia

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    Sepsi: sintomi, cause e terapia

    I sintomi e le cause della sepsi sono diversi. Ma, qual è la terapia che permette di risolvere questa patologia? La sepsi (o setticemia) è una complicazione potenzialmente letale di un’infezione; in alcuni casi, infatti, essa può portare anche a shock settico (shock setticemico) e di conseguenza al decesso. Nella maggior parte dei casi, però, con un intervento tempestivo e le cure adatte, si riesce a debellare l’infezione in atto e quindi le sue possibili complicazioni.

    Cause

    Come anticipato, la sepsi è una complicazione di un’infezione. Per questo, teoricamente, qualsiasi infezione che si sviluppa in qualunque sede del corpo può provocarla. Le ipotesi più comuni sono: polmonite (infezione dei polmoni), infezioni degli organi addominali, infezioni renali (come la pielonefrite) e infezioni del sangue. Tra le altre cause della sepsi anche la maggiore resistenza agli antibiotici che alcuni batteri hanno sviluppato negli ultimi anni. Infine, è ovvio che le infezioni e la setticemia si sviluppano maggiormente in chi ha il sistema immunitario debole e compromesso, come nel caso dei bambini e degli anziani, di chi è affetto dall’HIV o di chi ha subito un intervento chirurgico o segue terapie antitumorali.

    Sintomi

    Sintomi tipici della sepsi sono: febbre superiore ai 38,5 °C o temperatura inferiore ai 35 °C, battito cardiaco superiore ai 90 battiti al minuto, frequenza respiratoria maggiore di 20 respiri al minuto e un’infezione sospetta o diagnosticata in atto. Quando la patologia comincia ad aggravarsi e l’infezione progredisce, poi, è possibile anche che si manifestino: pelle a chiazze, confusione mentale, abbassamento delle piastrine e minore produzione di urina rispetto alla norma. A questi sintomi, chiaramente, si possono aggiungere quelli strettamente legati all’infezione in atto, ad esempio dolore all’organo interessato. Infine, nei casi di setticemia avanzata perché non trattata tempestivamente, si può avere anche shock setticemico, che in genere si accompagna ad una pressione estremamente bassa. In questi casi il tasso di mortalità si aggira intorno al 50% dei casi.

    Cura e terapia

    La sepsi può avere conseguenze serie per questo, al manifestarsi dei sintomi, si consiglia di consultare subito il medico. In genere, in questi casi, vengono prescritti degli antibiotici (per debellare i batteri responsabili dell’infezione) e/o dei vasopressori (capaci di innalzare la pressione sanguigna se bassa). Nei casi di dolore acuto, poi, possono essere somministrati anche degli analgesici. Nei casi di setticemia grave, invece, è necessario tenere sotto stretto controllo il paziente, che viene ricoverato in ospedale in terapia intensiva. Infine, nel caso di shock setticemico, si rendono necessarie tutte le procedure di rianimazione per stabilizzare la funzionalità respiratoria e cardiaca.