Varicella: sintomi, contagio e cure negli adulti e in gravidanza

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    Varicella: sintomi, contagio e cure negli adulti e in gravidanza

    La varicella è una malattia esantematica piuttosto comune nei bambini sotto i 12 anni, per i quali non esistono particolari complicanze (a meno di patologie pregresse) e si assiste ad una prognosi positiva nell’arco di poco tempo. Questa malattia è però frequente anche negli adulti, con effetti spiacevoli se non in taluni casi come la gravidanza anche pericolosi.

    Contagio della varicella

    La varicella ha un’alta contagiosità. Ad agire è il virus VZV appartenente alla famiglia degli Zoster (come l’herpes). Il contagio purtroppo è possibile già due giorni prima della comparsa dell’esantema, il sintomo principale, e fino a dopo la scomparsa delle vesciche e delle croste. In tale periodo i bambini con varicella non possono andare a scuola ed è consigliato anche agli adulti di rimanere in casa astenendosi dal lavoro. L’incubazione dura tra i 10 ed i 15 giorni. Le persone che non hanno avuto la varicella possono essere contagiate anche da adulti con herpes zoster (alla cui origine c’è lo stesso virus).

    Varicella, i sintomi

    La varicella provoca un esantema, ovvero un’eruzione cutanea con bolle rosse. Questo è il sintomo più evidente che compare inizialmente sul tronco e sul viso e poi sul resto del corpo (comprese le parti interne, intime o la bocca ed il naso). E’ un’eruzione cutanea pruriginosa e quindi molto fastidiosa. Inizialmente queste bollicine sembrano la puntura di una zanzara o un brufoletto, ma poi si trasformano in vesciche piene di siero chiaro che una volta rotte formano una crosta per poi guarire. Questa fase può essere accompagnata da febbre, mal di testa, mal di gola, anche prima della eruzione cutanea.

    Le cure della varicella

    La varicella passa da sola, ma in alcuni casi la si può curare con un antivirale (aciclovir) che va preso però immediatamente all’insorgere del primo sintomo. Aiuta a rendere la malattia meno aggressiva e viene prescritto di norma a tutte le persone che sono a rischio di complicanze (come chi ha un sistema immunitario indebolito da altre malattie). Va somministrato su consiglio del medico perché ha effetti collaterali importanti. Può essere usato un comune antifebbrile per la febbre ed in rari casi di infezione batterica sopraggiunta sulle vesciche può essere utile una terapia antibiotica. Per tale motivo è anche opportuno non grattarsi. Qualche medico prescrive farmaci per il prurito, antistaminici. Alcuni suggeriscono bagni tiepidi in farina d’avena, ma non tutti concordano. Di certo è meglio evitare l’esposizione al sole in fase acuta: il rischio è quello che rimangano i segni delle bolle sulla pelle. Esiste un vaccino per la varicella che è tra i consigliati e non tra gli obbligatori.

    Varicella in gravidanza

    Contrarre la varicella in gravidanza è pericoloso. Soprattutto se questo avviene nei primi 4-5 mesi c’è un rischio di malformazioni congenite e di altre complicanze per la donna. Il medico deciderà le cure necessarie in base ai casi. Se invece si contrae la varicella immediatamente prima o dopo il parto e si contagia il neonato, questi può avere serie ripercussioni sulla salute. Non ci sono invece problemi se in gravidanza si sviluppa herpes zoster. Che significa? In un certo modo può considerarsi una ricaduta della varicella, ma non lo è è il risveglio del virus in altra modalità. La varicella non viene due volte, ma in realtà non va mai via. Il virus si ripara nell’organismo a volte per manifestarsi in epoche future rispetto alla guarigione.