Quattro luoghi comuni sulla sessualità da sfatare

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    Quattro luoghi comuni sulla sessualità da sfatare

    Ci sono dei luoghi comuni sulla sessualità, sia maschile che femminile, che a forza di essere ripetuti sono assurti quasi al rango di verità scientifiche. La disinvoltura estrema con cui avviene il passaggio e la diffusione di certe false informazioni fa sì che la realtà venga confusa facilmente con la fantasia generando non pochi equivoci…

    In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su alcuni dei più diffusi luoghi comuni sulla sessualità, sfatandoli una volta per tutte.

    Le dimensioni contano

    Cinque luoghi comuni sulla sessualità da sfatare

    Le dimensioni del pene da sempre vengono associate alla soddisfazione femminile, più questo è grande, maggiore sarà il piacere sessuale della donna, si dice. Falso. Una donna trae godimento attraverso la stimolazione del clitoride. Per stimolare il clitoride un uomo si può servire delle mani e della bocca, oltre che del pene. Questo per cominciare. Poi c’è il famigerato punto G, situato in media a soli 4 cm dall’ingresso all’ingresso della vagina e che dunque non richiede dimensioni del pene spropositate. La lunghezza del pene in erezione, infatti, a prescindere dalle differenze individuali è sempre largamente sufficiente per raggiungere il punto G.

    Le donne possono venire più volte

    Cinque luoghi comuni sulla sessualità da sfatare

    Tutti gli uomini sono convinti che le donne possano venire più volte, vale a dire avere più orgasmi nell’ambito dello stesso rapporto, a differenza degli uomini che sono mono orgasmici, cioè possono avere un solo orgasmo. Falso. In realtà solo il 10% delle donne sostiene di riuscire ad avere diversi orgasmi di fila. La scienza al momento ignora se potenzialmente tutte le donne hanno la possibilità di raggiungere più orgasmi o solo ad alcune è dato di farlo. Ad ogni modo, il piacere di un donna non si misura dal numero di orgasmi avuti durante un rapporto sessuale.

    Il desiderio femminile è più basso di quello maschile

    Cinque luoghi comuni sulla sessualità da sfatare

    La convinzione secondo cui il desiderio femminile è più basso di quello maschile nascerebbe dallo stereotipo secondo cui gli uomini pensano al sesso molto più spesso di quanto facciano le donne. Si tratta in entrambi i casi di falsità. Il desiderio femminile non è più basso vale a dire meno intenso di quello degli uomini, semplicemente è diverso. Il desiderio sessuale femminile, ad esempio, non viene stimolato dalla vista, come accade agli uomini, bensì è più suscettibile alle parole che sente o agli odori che avverte. Il desiderio femminile è alimentato da coccole e carezze, quello maschile da spogliarelli e strusciamenti erotici. La donna ha un ciclo ormonale che ha effetti sulla sua personalità ed anche sulla sua sessualità. Gli ormoni infatti possono influire moltissimo sul desiderio femminile e possono essere, in certi giorni, la ragione della sua totale assenza.

    Fare l’amore in gravidanza fa male

    Fare l'amore in gravidanza fa male

    Fare l’amore in gravidanza fa male? Falso. Al contrario, fare l’amore in gravidanza fa bene alla mamma e al bambino. Il sacco amniotico e i muscoli dell’utero proteggono il bambino e il muco che sigilla il collo uterino aiuta a cautelarsi contro le infezioni. Inoltre, secondo uno studio la prolungata esposizione allo sperma appartenente al padre biologico proteggerebbe il bambino dal rischio di nascere sottopeso e la mamma dalla pre-eclampsia. Non dimentichiamo, infine, che il sesso in gravidanza è un modo per la coppia di restare vicini anche durante la dolce attesa.