Piano cottura a induzione: come si usa? Tutti i pro e contro

Sempre più persone optano per il piano cottura a induzione ma quali sono i pro e contro di questo sistema innovativo e come si usa? Il piano a induzione comporta sicuramente alcuni vantaggi rispetto al fornello a gas, per esempio rende la cottura più uniforme e riduce alcuni rischi dovuti alle fiamme, tuttavia presenta anche alcuni svantaggi, a partire dal costo iniziale che è maggiore.

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    Piano cottura a induzione: come si usa? Tutti i pro e contro

    Come si usa il piano cottura a induzione? Scopriamo tutti i pro e contro. Oggigiorno sempre più persone optano per questa soluzione alternativa al gas tradizionale e i motivi che spingono a cambiare sono diversi: dalla sicurezza in cucina alla cottura più uniforme degli alimenti fino al rendimento che risulta potenziato rispetto ai fornelli a gas. Senza contare che il piano cottura a induzione assicura una riduzione delle emissioni di CO2. Tuttavia ci sono anche dei contro, scopriamo insieme sia i vantaggi che gli svantaggi.

    Gas o induzione?

    Molte persone si chiedono se costa di più il gas o la corrente elettrica, difatti la prima ragione che ci spinge a cambiare il piano cottura è sicuramente l’idea di un possibile risparmio. I consumi dell’induzione o del gas non sono molto diversi a meno che non si decida di staccarsi totalmente dal gas optando, per esempio, per una pompa di calore elettrica per il riscaldamento. In questo caso c’è in effetti una convenienza economica perché il servizio di fornitura ha un costo fisso.

    In generale, se non avete intenzione di staccarvi completamente dal gas, bisogna tenere presenti una serie di variabili, dal tipo di utenza alla fascia di consumo e via dicendo.

    Per quanto riguarda i modelli, è bene confrontarne diversi prima di scegliere il piano definitivo. Il miglior piano cottura a induzione è provvisto sicuramente di almeno 4 fuochi sulla piastra e permette di riconoscere in modo automatico il diametro della pentola, funzione che permette di risparmiare a livello di consumi evitando la dispersione di calore.

    Fornelli a induzione: pro e contro

    Tra i pro c’è sicuramente il rendimento: un piano cottura a induzione rende infatti del 90% rispetto a un fornello a gas che arriva al massimo al 40-55% di resa a causa della dispersione termica. Il piano cottura a induzione non disperde altrettanto perché produce calore tramite bobine alimentate dall’energia elettrica generando un campo magnetico che scalda direttamente le pentole.

    C’è poi da considerare che il piano a induzione è completamente liscio e pertanto più facile da pulire. Dal punto di vista della sicurezza è sicuramente migliore del fornello a gas visto che non comporta rischi legati alle fiamme o alle fughe di gas. Anche il rischio di eventuali scottature è ridotto proprio perché non ci si espone mai al contatto con la fiamma viva.

    La cottura a sua volta migliora in quanto rapida e precisa, difatti il calore si diffonde in modo uniforme.

    Visti i pro, non bisogna però sottovalutare i lati negativi del piano a induzione, il principale è dato senza dubbio dal prezzo: decisamente più alto rispetto ai fornelli a gas. Da tenere a mente anche il fatto che il piano cottura a induzione comporta l’obbligo di utilizzare pentole di materiale ferroso adatte a questo tipo di piano.

    Consumi

    Quali sono i consumi in kWh di un piano cottura a induzione? I consumi dipendono da una serie di fattori. Diciamo che in termini energetici una cucina a induzione consuma meno del fornello a gas ma, d’altra parte, il metano costa meno dell’energia elettrica.

    Inoltre avere un piano a induzione comporta un aumento della capacità del contatore che nella maggioranza dei casi deve raggiungere almeno i 4,5 kW o addirittura i 6 kW, più aumenta la capacità erogativa, maggiore è il prezzo per kW. Per ovviare al problema si potrebbe optare per un piano cottura a induzione a 3 kw che potrebbe però risultare problematico se in casa si utilizzano contemporaneamente altri elettrodomestici. In sintesi scegliendo un piano cottura a induzione a basso consumo si possono ridurre i costi di gestione, ma è importante che i picchi di assorbimento siano compatibili con il proprio contatore elettrico.

    Per capire quanto si va a consumare si può eseguire un calcolo: moltiplicare le ore di utilizzo del piano nel corso del mese per i kW assorbiti. I kW vanno quindi moltiplicati al prezzo dell’energia elettrica. Si sommano i costi al prezzo ordinario della bolletta elettrica e voilà, si capisce quanto costerà il piano.

    Un grande vantaggio dato dal piano a induzione risiede nel fatto che il fornello a gas ha bisogno di meno tempo per riscaldare le pentole, quindi il dispendio energetico è ridotto.

    Al momento questi piani cottura non hanno l’obbligo di etichetta energetica e se quest’ultima manca, manca anche la classe di efficienza energetica. Ciò rende difficile riconoscere i modelli più adatti alle proprie esigenze, anche in termini di consumi. L’ideale sarebbe un piano cottura a induzione di classe a++ ma, come dicevamo, non è detto che sia riportata questa informazione.

    Piano cottura a induzione: come si usa

    Come si accende il fornello a induzione? E’ sufficiente schiacciare il tasto di accensione finché il pannello comandi composto da luci attivabili al tocco non viene visualizzato. Con i tasti touch si possono regolare le temperature.

    Ogni modello ha delle caratteristiche peculiari, tuttavia alcune funzioni sono simili, ecco le principali:

    • Bridge, funzione che permette di collegare due “zone fuochi” per ottenere un’area di cottura estesa.
    • Blocco dei comandi raffigurato con un lucchetto, funzione che blocca i tasti dei comandi.
    • Riconoscimento delle pentole.
    • Funzione di sospensione temporanea della cottura.
    • Timer tipo Perfect Cook o funzioni simili che sono timer di spegnimento automatico.

    Pentole per fornelli a induzione

    Come riconoscere le pentole per induzione? Come abbiamo visto, il piano cottura a induzione necessita di pentole ad hoc, contenenti ferro o acciaio. Non sono adatte invece pentole di alluminio, pietra, ceramica, rame.

    Per verificare se le pentole che avete in casa contengono, perlomeno sul fondo, ferro o acciaio basta prendere una calamita e attaccarla al fondo della pentola. Se la calamita si aggancia si possono usare, in caso contrario no.

    Altro metodo di verifica consiste nel versare dell’acqua in pentola appoggiandola alla piastra: se il led del display lampeggia la pentola è inadatta all’induzione.

    In alternativa si può ricorrere a un adattatore per induzione, disco che permette di utilizzare le pentole comuni sui piani ad induzione senza acquistarne di specifiche.