Aborto, feto di nove settimane testimone in aula per la vita

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    Aborto, feto di nove settimane testimone in aula per la vita

    Un feto di 9 settimane inizia a succhiarsi il pollice e può deglutire il liquido amniotico. Può anche afferrare un oggetto, muovere la testa avanti e indietro, aprire e chiudere la mascella, muovere la lingua, sospirare e sgranchirsi. I recettori nervosi del viso, dei palmi delle mani e le piante dei piedi possono percepire un tocco leggero.

    Se può fare tutto questo può anche andare in un aula di tribunale a testimoniare che il suo cuore batte e quindi è vivo. Lo scopo è quello di far approvare un decreto legislativo battezzato ‘Heartbeat Bill‘ cioè ‘del battito del cuore’ contro l’aborto.

    Il proponente è il governatore dello Stato dell’Ohio, il repubblicano Lynn Watchmann il quale sostiene che se un feto ha il cuore funzionante, è in grado cioè di rilasciare i battiti del suo cuore, tale feto non potrà essere abortito. Ed essendo che tale fatto si verifica all’incirca dopo 18 giorni dal suo concepimento, automaticamente sarà vietato per le donne abortire dopo il 18esimo giorno. ‘Ogni qualvolta il battito del cuore di un feto sarà identificato – ha spiegato il governatore alla stampa – quel bambino sarà protetto dall’aborto. Una cosa molto semplice. Dato che nel campo medico le tecnologie continuano a progredire, la protezione dei feti si avvicinerà sempre di più al momento stesso della concezione, cosa che per molti di noi è l’obiettivo finale nella difesa della vita‘.

    A sostegno di questa tesi, un gruppo pro life di appartenenza cristiana ha deciso di portare in tribunale un feto di 9 settimane – cioè una donna incinta da 9 settimane – per far sentire il battito del suo cuore come testimonianza a favore del decreto legislativo del governatore Watchmann.

    L’iniziativa non ha mancato di scatenare accese polemiche da parte del fronte abortista che nella persona di Kellie Copeland del gruppo pro-choice (a favore dell’aborto) ha fatto sapere: ‘Il comitato legislativo non vuole ascoltare nessuna donna che ha fatto la scelta di abortire. Coloro che hanno scritto questo decreto legislativo non vogliono ammettere che ogni decisione di una donna è diversa dalle altre. E’ dunque inaccettabile che i legislatori anti aborto facciano di una decisione privata che appartiene a ogni donna e ai suoi dottori, un fatto pubblico imposto a tutti‘.

    Il fronte abortista è molto agguerrito negli Usa, nemmeno due settimane fa Bobby Franklin, un deputato conservatore statunitense ha addirittura proposto la pena di morte per le donne che abortiscono.