Ecocardiografia fetale: cos’è e quando farla

Ecocardiografia fetale: cos’è e quando farla
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    Ecocardiografia fetale: cos’è e quando farla

    Ecocardiografia fetale: cos’è e quando farla? L’ecocardiografia fetale è un esame che permette di analizzare la struttura ed il funzionamento del cuore del bebè quando è ancora nel pancione. Si tratta, però, di un esame che non viene prescritto di routine, ma solo quando esiste il rischio di malformazioni del cuore per ereditarietà, infezioni gravidiche o patologie materne. Ma, quando e come si esegue questo esame in gravidanza?

    L’ecocardiografia fetale permette di studiare il funzionamento ed il corretto sviluppo del cuore del bebè quando è ancora nel ventre materno. In realtà, già con l’ecografia morfologica (che si esegue di norma intorno alla 20sima settimana di gestazione), l’ecografo osserva il cuore e tutte le sue strutture. Solo quando si renda necessaria un’ulteriore indagine, il ginecologo prescrive l’ecocardiografia fetale. Si tratta, comunque, di un esame poco invasivo, che viene svolto per controllare il corretto sviluppo del cuore, nonché per rilevare eventuali patologie o malformazioni cardiache.

    L’ecocardiografia fetale non è un esame di routine, ma viene prescritto solo in alcune circostanze. In particolare quando: in base agli esiti della diagnosi prenatale e/o dell’ecografia morfologica si sospettano delle patologie o delle malformazioni a carico del cuore, se la mamma ha contratto Citomegalovirus, Coxscakie o Rosolia in gravidanza, se la gestante è affetta da diabete di tipo 1 o da altre malattie auto-immuni, se sono stati assunti farmaci teratogeni nel corso del 1° trimestre, se si è registrata un’aritmia fetale (alterazione del battito cardiaco), se la crescita del feto è rallentata, se in famiglia ci sono casi di cardiopatie o malformazioni cardiache e nelle gravidanze gemellari monocoriali.

    L’ecocardiografia fetale si esegue, in genere, dopo l’ecografia morfologica e quindi non prima della 20sima settimana. Prima di questa data è comunque da sconsigliarsi perché non produce una diagnosi sufficientemente attendibile. Nei casi in cui esiste già un fattore di rischio (come una patologia cardiaca ereditabile), comunque, l’esame può essere eseguito in concomitanza con la stessa morfologica. Per quanto riguarda le modalità di esecuzione, si tratta di una normale ecografia, che sfrutta gli ultrasuoni e, attraverso la sonda collegata all’ecografo, permette di trasmettere le informazioni che verranno rimbalzate sul monitor mostrando le strutture cardiache. In tutto, questo esame dura meno di mezz’ora e non è pericoloso né per la mamma né per il bebè. A differenza dell’ecografia morfologica, però, questo esame permette di scoprire fino al 90% delle malformazioni cardiache con una precisione di diagnosi del 90% (eccetto il caso che le patologie cardiache si sviluppino in un momento successivo rispetto alla data di esecuzione dell’esame).

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