Poesie per il matrimonio di Kahlil Gibran

Poesie per il matrimonio di Kahlil Gibran
    Poesie per il matrimonio di Kahlil Gibran

    Tre splendide poesie da dedicare per il matrimonio, delle poesie di Kahlil Gibran di cui due parlano espressamente di matrimonio, di unione amorosa, mentre l’ultima parla dell’amore, di un amore e terno e sempre desiderato. Si tratta di tre poesie che gli sposi potranno dedicarsi tra loro o potranno anche essere anche dedicate ad una coppia di sposi amici per augurargli di vivere un amore profondo per sempre.

    Il matrimonio

    Voi siete sbocciati insieme
    e insieme starete per sempre.
    Insieme, quando le bianche ali della morte
    disperderanno i vostri giorni.
    Insieme nella silenziosa memoria di Dio.
    Vi sia spazio nella vostra unità
    e tra voi danzino i venti dei cieli.
    Amatevi l’un l’altra,
    ma non fatene una prigione d’amore.
    Riempitevi a vicenda le coppe
    ma non bevete da una coppa sola.
    Cantate e danzate insieme e siate gioiosi
    ma ognuno di voi sia solo
    come son sole le corde del liuto
    sebbene vibrino di una musica uguale.
    Datevi il cuore
    ma l’uno non sia rifugio all’altra
    perché soltanto la mano della Vita
    può contenere i vostri cuori.
    E state insieme, ma non troppo vicini
    poiché le colonne del tempio
    sono distanziate e la quercia
    e il cipresso non crescono
    l’una all’ombra dell’altro.

    Sul matrimonio da Il Profeta

    Allora Almitra di nuovo parlò e disse:
    Che cos’è il Matrimonio, maestro?
    E lui rispose dicendo:
    Voi siete nati insieme e insieme starete per sempre.
    Sarete insieme quando le bianche ali della morte disperderanno i vostri giorni.
    E insieme nella silenziosa memoria di Dio.

    Ma vi sia spazio nella vostra unione,
    E tra voi danzino i venti dei cieli.
    Amatevi l’un l’altro, ma non fatene una prigione d’amore:
    Piuttosto vi sia un moto di mare tra le sponde delle vostre anime.
    Riempitevi l’un l’altro le coppe, ma non bevete da un’unica coppa.
    Datevi sostentamento reciproco, ma non mangiate dello stesso pane.
    Cantate e danzate insieme e state allegri, ma ognuno di voi sia solo,
    Come sole sono le corde del liuto, benché vibrino di musica uguale.
    Donatevi il cuore, ma l’uno non sia di rifugio all’altro,
    Poiché solo la mano della vita può contenere i vostri cuori.
    E siate uniti, ma non troppo vicini;
    Le colonne del tempio si ergono distanti,
    E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.

    Dell’amore

    Quando l’ amore vi chiama seguitelo
    anche se le sue vie sono ardue e ripide
    e quando le sue ali vi avvolgeranno, abbandonatevi a lui
    anche se la sua lama, celata fra le sue penne, vi può ferire
    e quando vi parla, credetegli
    anche se la sua voce può mandare in frantumi i vostri sogni
    come il vento del nord devasta il vostro giardino
    poiché come l’ amore vi incorona, così vi crocifigge
    e come vi matura, così vi poterà
    e come ascende alla vostra cima e accarezza i rami più teneri
    che fremono al cospetto del Sole
    così scenderà alle vostre radici, le scuoterà
    dove si aggrappano con più forza alla terra
    Come covoni di grano vi accoglierà in sé
    vi batterà finchè non sarete spogli
    vi passerà al setaccio per liberarvi della pula
    vi macinerà fino all’ estrema bianchezza
    vi impasterà finchè non siate cedevoli alle mani
    e vi consegnerà al suo sacro fuoco
    per diventare il sacro pane nei conviti dell’ Eccelso
    In voi tutto questo l’ amore compirà
    affinchè capiate i segreti del vostro cuore
    e in quella conoscenza possiate divenire frammenti del cuore della vita
    ma se avrete timore e ricercherete soltanto la pace e il piacere dell’ amore
    allora sarebbe meglio che copriste la vostre nudità e oltrepassaste l’ aia dell’ amore
    nel mondo senza stagioni dove potrete ridere
    ma non tutto il vostro riso
    e piangere, ma non tutte le vostre lacrime
    L’ amore non dona che sé stesso
    e nulla prende se non da sé stesso

    l’ amore non possiede, né vuole essere posseduto
    poichè l’ amore basta all’ amore.
    Quando amate non dovreste dire ‘Ho Dio nel cuore”
    ma piuttosto “Io sono nel cuore di Dio’
    E non crediate di indirizzare il cammino dell’ amore
    poiché sarà l’ amore, se vi riterrà degni, a condurvi.
    L’ amore non desidera che il proprio compimento
    Ma se amate e ardete di desideri, siano questi i vostri desideri:
    Sciogliersi e farsi simili a un ruscello che scorre e intoni alla notte la sua melodia
    conoscere la pena della troppa tenerezza
    essere feriti dal vostro intendere l’ amore
    e sanguinare volentieri e con gioia
    svegliarsi all’ alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d’ amore
    riposare nell’ ora del meriggio e meditare sull’ estasi d’ amore
    rientrare a casa la sera colmi di gratitudine
    e addormentarsi con una preghiera sull’amato nel cuore
    e un canto di lode sulle labbra.

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