Gravidanza: sostanze chimiche nocive nelle mamme americane in attesa

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    Gravidanza: sostanze chimiche nocive nelle mamme americane in attesa

    Pericolose quanto tristi novità sul fronte delle gravidanze made in Usa: secondo alcune statistiche sarebbero state evidenziate numerose sostanze chimiche nocive nelle mamme americane in attesa. I corpi di un ingente numero di donne americane in stato di gravidanza trasporterebbero quantitativi di sostanze chimiche tossiche, delle quali alcuni persino vietate. Certamente viviamo in un mondo dove l’inquinamento traspare da molteplici fonti, alcune delle quali per gran parte invisibili, dall’ambiente ai cibi, tuttavia pensare di poter trasmettere al futuro figlio pericolose sostanze nocive all’uomo appare uno spettro cui sarebbe bene dare una sagoma più rigorosa, attuando controlli ferrei, soprattutto in un orizzonte più vicino alla logica green friendly.

    Uno studio effettuato da un team di ricercatori dell’UCSF, University of California a San Francisco, si è premurato di conteggiare il numero di sostanze chimiche a cui le donne incinte sono esposte quotidianamente.

    Cosa ne è emerso? Sostanze vietate dal 1970, metalli utilizzati in prodotti di uso comune come pentole antiaderenti piuttosto che gel e componenti chimici tossici sono stati evidenziati nei corpi delle madri in dolce attesa negli Stati Uniti.

    Ricercando 163 sostanze chimiche, il team di ricerca è riuscito a rilevare un’ingente quantità di componenti chimiche tossiche, tra cui PBDE, usati come ritardanti di fiamma e attualmente vietati in molti stati americani, bifenili policlorurati (PCB), pesticidi organoclorurati, composti perfluorinati (PFC), fenoli, eteri di difenile polibromurato (PBDE), ftalati, gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e perclorato.

    Le sostanze chimiche tossiche sono state rilevate in un campione di donne tra il 99 e il 100%: pensate che non è mancato il rilevamento del DDT, altrimenti detto diclorodifeniltricloroetano, un pesticida vietato negli Stati Uniti dal 1972.

    ‘E’ stato sorprendente e preoccupante trovare così tanti prodotti chimici in così tante donne in gravidanza, senza conoscere appieno le implicazioni per la gravidanza’ ha spiegato Tracey Woodruff, direttore del Programma UCSF sulla salute riproduttiva e l’ambiente.

    L’esposizione a sostanze chimiche tossiche durante lo sviluppo fetale ha dimostrato di aumentare il rischio di conseguenze negative sulla salute: dopo le recenti vicende che hanno interessato l’Italia, legate alla vendita di alimenti scaduti e avariati, nonché al cavillo legale che ha permesso alla legge di continuare a sconfiggere le frodi alimentari sembra rendersi evidente una volta in più quanto i rischi di inquinamento permeino le nostre società. E quanto sia opportuno iniziare a ripensare l’esistenza umana sul pianeta Terra.