Giappone: contaminati cibo, acqua e verdure, i primi effetti

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    Giappone: contaminati cibo, acqua e verdure, i primi effetti

    In Giappone risultano contaminati cibi, acqua, latte e verdura: in quattro prefetture è già scattato lo stop a spinaci ed altri tipi di vegetali a causa dell’allarme per le le radiazioni. Al momento l’Organizzazione Mondiale della Sanità sta monitorando la situazione e invita alla calma, tuttavia per i cibi provenienti da Ibaraki, Tochigi, Gunma e Fukushima hanno registrato livelli radioattivi anormali. Nel caso dellla prefettura di Fukushima la messa al bando riguarda anche il latte: la notizia è stata diffusa dal portavoce del governo, Yukio Edano, che ha invitato a evitare allarmismi in quanto mangiare ripetutamente cibi contaminati non costituirebbe un rischio per l’alimentazione. La situazione appare allarmante: verdura, acqua e cibo rischiano di contaminare l’ambiente in maniera progressiva causando rischi per l’alimentazione e malattie alla popolazione giapponese.

    La stessa informazione riguardo la supposta non pericolosità del cibo contaminato è stata affrontata e ribadita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che, tramite il portavoce dell’ufficio regionale del Pacifico Occidentale Peter Cordingley, ha ricordato come una breve esposizione ai livelli di radiazioni riscontrati negli spinaci non porrebbe nessun rischio a breve termine per la salute. Impossibile non rimanere perplessi di fronte a queste dichiarazioni decisamente scottanti.

    Quali sono i primi effetti delle radiazioni di Fukushima? ‘Non è ancora possibile stimare la gravità della situazione’ ha spiegato sulla rivista Nature Jacquelyn Yanch, fisico del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge negli Stati Uniti.

    In questi giorni il Giappone ha effettuato un rigoroso monitoraggio su acqua, piante e cibo. Finora è stata rilevata la presenza di iodio-131 e cesio-137 nel latte, nell’acqua corrente e nella verdure a foglia verde, come gli spinaci, che in alcuni casi superiore, in alcuni casi, ai livelli consentiti.

    William McCarthy, ricercatore del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, nelle ultime ore ha dichiarato alla stampa: ‘La cosa più prudente da fare é non assumere questo cibo. Ciò, tuttavia, non significa che farlo possa determinare pericoli sanitari immediati’.

    Le autorità giapponesi, in ogni caso, hanno bloccato l’invio degli alimenti provenienti da Fukushima e da tre prefetture vicine.

    Secondo gli esperti nel breve periodo la preoccupazione principale, rappresentata dallo iodio-131, tra le cause del cancro tiroideo, dovrebbe risolversi una volta fermata la fuoriuscita di radiazioni, sparendo dall’ambiente nel giro di pochi mesi.

    Tuttavia i motivi di timore permangono alti: ‘A lungo andare, anche i bassi livelli di radiazioni rimasti nell’ambiente potrebbero essere nocivi, poiché le persone esposte sono davvero tante’ ha spiegato Steve Wing, epidemiologo della University of North Carolina di Chapel Hill.