Giardino, questa pianta è incredibilmente tossica: bellissima ma letale | La coltivano in molti

In giardino, sono presenti tantissime piante, una più bella dell’altra. Alcune di queste si trovano lì, ma in realtà non sono mai state piantate. 

Pianta tossica
Pianta tossica – donna.nanopress.it

Ci sono alcune piante che nascono spontaneamente, alle quali bisogna fare parecchia attenzione. Non tutte quelle che sembrano belle, poi sono soltanto profumate e ingenue.

Piante spontanee in giardino, ecco perché fare attenzione

In natura esistono delle piante molto pericolose, dalle quali si consiglia di stare molto lontani. Alcune sono considerate tossiche, per questo dopo averle identificate nel proprio giardino e aver riconosciuto l’elevato indice di pericolosità, andrebbero eliminate.

Alcune piante tossiche, non possono essere estirpate con le mani, senza alcuna precauzione, per cui si consiglia di informarsi prima a dovere e poi magari chiedere aiuto a degli esperti per non correre alcun rischio.

Una delle piante più tossiche che si può trovare nel proprio giardino di casa

Alcune di queste piante tossiche, si trovano molto lontane dall’Italia, per esempio in Florida, nelle Bahamas, nell’America centrale e meridionale, nei Caraibi. Anche Cristoforo Colombo ai tempi, ebbe a che fare con una di queste. Chiamava i suoi frutti “piccole mele della morte”. Il motivo è semplice, i frutti della Mancinella, sembrano delle mele piccolissime, ma sono dannose, tossiche.

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La mancinella, è una pianta che contiene all’interno dei suoi rami, delle sostanze che irritano la pelle e gli occhi, soltanto se vengono spezzati. Invece i suoi frutti, che sembrano così carini, possono causare problemi respiratori, gonfiore della gola e problemi gastrointestinali.

Dove si trova la pianta e quali sono i rischi per chi viene a contatto con essa

Nelle zone in cui la pianta è particolarmente diffusa, quindi nei Caraibi e in Florida, la sua presenza nei giardini e nelle aree aperte al pubblico, viene segnalata con opportuni cartelli. Si tratta di una precauzione fondamentale, per far sì che chiunque mantenga la distanza di sicurezza e eviti di entrare a contatto con lei.

In generale, la pianta, provoca irritazioni estese a tutta la pelle, la corteccia invece se bruciata provoca il rilascio di sostanze nocive, che possono addirittura causare cecità temporanea, oppure nel peggiore dei casi, cecità permanente. Può essere pericoloso anche sostare sotto la chioma dell’albero, per qualche minuto. Si consiglia di non sostare nei paraggi della pianta durante la pioggia. Questo è un comportamento tendenzialmente pericoloso, perché le goccioline dell’acqua, che passano sulle foglie e poi scivolano sul corpo, causano vesciche.

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La linfa delle foglie, seppur minima, è realmente pericolosa proprio come il fumo che deriva dalla combustione, se entrambi entrano a contatto con gli occhi possono causare gravissimi danni.

La domanda che ci si pone è una: perché la pianta non viene eliminata? La risposta è semplice, cresce nei boschetti e fornisce una protezione contro l’erosione costiera. Inoltre viene usata anche come fonte di legname ai popoli dei Caraibi. Tra tanti svantaggi, ha mille vantaggi, tra cui l’utilizzo del legno, che si fa essiccare al Sole per far svanire la linfa e usarlo dopo in qualunque modo.

La pianta in Italia

La storia racconta che le popolazioni native di questi luoghi, legavano i loro nemici all’albero, perché anche una permanenza limitata nel tempo e non necessariamente prolungata, causa danni non indifferenti.

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In Italia fortunatamente questa pianta non cresce spontaneamente, è impossibile trovarla nei giardini pubblici o privati. Ovviamente può essere coltivata, ma è logico che nessuno proverebbe mai a farlo, perché è pericolosa non soltanto per gli altri ma anche per sé stessi.