Puerperio: significato, durata e cose da sapere

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    Puerperio: significato, durata e cose da sapere

    Il puerperio, giusto per dare una definizione chiarificatrice, è il periodo compreso tra il post partum (2 ore dopo il parto) e la comparsa della prima mestruazione. Dura minimo 30 giorni ma può durare anche mesi, infatti se si deciderà di allattare le mestruazioni tarderanno ad arrivare, inoltre la produzione di alcuni ormoni, in particolare la prolattina e l’ossitocina, porteranno la donna ad uno stato fisico e mentale diverso da quello solito. Ecco qualche informazione utile sul significato del termine puerperio, ma soprattutto sulla sua durata e alcune cose da sapere su questo periodo così delicato della vita femminile.

    Durante la gravidanza il corpo della donna subisce delle modifiche di natura costruttiva, durante il puerperio invece le modifiche saranno di natura regressiva, la natura vuole che per tutto il periodo del puerperio la donna sia completamente dedicata alla crescita del bambino tramite l’allattamento ed il contatto fisico. Tutti i suoi ormoni ed i suoi cambiamenti fisici sono messi a disposizione della produzione del latte materno. Ovviamente questo comporterà anche delle ripercussioni a livello psichico sulla donna, per questo si parla spesso della depressione post partum, ma se il periodo viene affrontato con naturalezza e coscienza sarà una fase bella tanto quanto la gravidanza. Sarà molto importante in questo periodo rilassarsi, godersi il momento unico con il proprio figlio, non desiderare di fare mille cose perchè il fisico non lo permetterà e chiedere aiuto ai familiari o amici se se ne avrà bisogno per tutto quello che non riguarda il bambino tipo cucinare o per le pulizie di casa.

    La montata lattea

    Come sappiamo appena dopo il parto, quando il bambino inizierà a succhiare, la donna avrà la montata lattea. Inizialmente si produrrà una sostanza giallognola chiamata colostro, fondamentale per soddisfare le esigenze nutrizionali del neonato.

    Con la montata lattea, il seno si gonfia e diventa teso e caldo, potrà far male ma con impacchi caldi per favorirne l’uscita e freddi per alleviare il dolore lontano dalle poppate si risolverà il problema.

    Le lochiazioni

    Le lochiazioni sono le contrazioni dell’utero che avvengono dopo il parto. L’utero comincia a contrarsi, dando il via alla cosiddetta involuzione. A permettere l’avvio dell’involuzione è l’ossitocina, questo avviene per far sì che si chiudano i vasi sanguigni nel punto di distacco della placenta e che siano eliminati gli eventuali residui di decidua, cioè il tessuto che ha tappezzato l’utero per i nove mesi dell’attesa. A causa delle lochiazioni si avvertiranno dei dolori più o meno forti all’altezza dell’utero e si avranno delle perdite di sangue che hanno la funzione di ‘pulire’ l’endometrio, il tessuto che riveste le pareti interne dell’utero e di aiutare quest’organo a tornare a poco a poco alle sue normali dimensioni. La durata delle lochiazioni va dalle tre alle sei settimane dopo il parto. Bisognerà curare l’igiene intima ed evitare di utilizzare assorbenti interni che favorirebbero le irritazioni.

    Cambiamenti ormonali

    Dall’inizio della gravidanza la donna subisce dei grandi cambiamenti ormonali e questi finiranno solo quando ritorneranno le mestruazioni. Dopo la nascita del bambino gli ormoni avviano un nuovo gioco di squadra quello specifico del periodo del puerperio cioè quello funzionale alla presenza del piccolo fuori dalla pancia. Calano estrogeni e progesterone mentre aumentano la prolattina e l’ossitocina. La prolattina assicura la produzione di latte materno e sulla donna ha un effetto rilassante ed è quella che favorisce anche la stanchezza e un calo evidente del desiderio sessuale. A poche ore dalla nascita del bambino la prolattina raggiunge quote 10 volte superiori a quelle di qualsiasi altro momento della vita femminile. Un altro ormone importante che si produce in grandi quantità sarà la famosa ossitocina che invece farà contrarre l’utero, riducendo i sanguinamenti legati al distacco della placenta e permetterà la spremitura e l’espulsione del latte della mamma.

    Puerperio, rapporti sessuali

    Ansia, lontananza, stanchezza, fisica e mentale sono tutti stati d’animo normali quando in famiglia è appena arrivato un bebè. Emozioni normali che, però, non giovano al rapporto di coppia e, soprattutto alla riscoperta dell’intimità dopo il parto.

    Per evitare che nel periodo del puerperio (trascorsi i venti giorni in cui è meglio rimandare ogni rapporto intimo) si spenga, in modo pericoloso e spesso irreparabile, la voglia di complicità intima, è fondamentale che mamma e papà oltre al neo ruolo di genitori, si impegnino a ricoprire anche quello di partner. La donna, in particolare, dovrebbe evitare di focalizzare tutte le sue attenzioni sul neonato, cercando un avvicinamento con il partner, coinvolgendolo nella attività quotidiane, ma anche ritagliando qualche spazio di intimità per la coppia.

    Puerperio e allattamento

    Se si opta per l’allattamento al seno, durante il puerperio meglio osservare alcune regole di vita, preferendo una dieta salutare, stando alla larga da fumo e alcol. Il latte materno, se è possibile, è il nutrimento migliore per il piccolo, la fonte più ricca e bilanciata possibile di nutrienti utili per la sua crescita.

    Puerperio post cesareo

    In caso di parto cesareo, che è una vera operazione chirurgica, completa di taglio e periodo post operatorio, i primi giorni del puerperio dovrebbero essere dedicati al riposo o, almeno, andrebbero evitati gli sforzi eccessivi. Infatti, il taglio (sia quello più evidente e superficiale, sia quelli più interni e dolorosi) ha bisogno di un po’ di tempo per rimarginarsi al meglio, senza rischi.

    Se la neo mamma, dopo aver attraversato un parto cesareo, non se la sente di occuparsi completamente del piccolo, non deve sentirsi in colpa. Anzi, deve sentirsi pienamente autorizzata a delegare ad altri, al neo papà, ai nonni a parenti e amici. Meglio farsi aiutare un po’, che strafare mettendo a rischio la guarigione della ferita.