Amore e lavoro: innamorarsi rende più produttivi?

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    Amore e lavoro: innamorarsi rende più produttivi?

    Si parla spesso dell’amore in ufficio: innamorarsi di un collega o del capo rende più produttivi o al contrario crea problemi e rallentamenti sul lavoro? In molti sostengono la prima tesi tanto che alcune aziende proibiscono le relazioni tra colleghi. Ma l’amore in generale, quello che nasce fuori dalle mura dell’ufficio, che effetti ha sul lavoro e sulla produttività? E’ possibile conciliare la concentrazione richiesta dagli impegni lavorativi con il sognare ad occhi aperti tipico degli innamorati?

    Dipende molto dalle persone e dal carattere di ognuno: c’è chi porta in ufficio il suo entusiasmo e la nuova carica trasmessagli da Cupido e quindi ottimizza il suo rendimento e chi invece al contrario è talmente preso dalla sua relazione da non riuscire a pensare ad altro, tantomeno al lavoro. Le persone che appartengono a quest’ultimo gruppo spesso inconsapevolmente tendono a vivere rapporti complicati e storie tormentate proprio per avere un alibi per non lavorare bene. In media la popolazione è divisa in maniera omogenea: circa il 50% appartiene al primo gruppo e il restante 50 al secondo. Ma analizzando più da vicino gli appartenenti alle due categorie emergono delle differenze: ad essere più produttive se felici sono soprattutto le giovani donne mentre la categoria dei sospiratori distratti è composta soprattutto da uomini maturi, evidentemente stanchi della loro routine quotidiana. Questo secondo quanto emerge da una ricerca condotta all’ università di Chieti. A differenza di quanto si possa pensare quindi le donne sono più brave, e forse più fredde, nel gestire il binomio amore-lavoro.