Amore proibito tra giudici e avvocati

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    Amore proibito tra giudici e avvocati

    Cosa c’è di più assurdo che trovare l’amore della vita e doverci rinunciare o nasconderlo perché una legge vi vieta di amarvi anche se non avete nessuna colpa? A Torino è stata aperta un’inchiesta disciplinare da parte della Magistratura contro il giudice torinese Sandra Casacci e l’avvocato Renzo Capelletto: la loro colpa? Quella di amarsi da 31 anni.

    Si chiama incompatibilità ambientale ed è una legge che vieta l’amore tra giudici e avvocati perché, si suppone, compromette l’imparzialità durante il servizio. Come si vive tra le aule dei tribunali? Si cancella la parola amore? Forse il più delle volte lo si vive in maniera furtiva e clandestina. I due protagonisti di questa storia non lo hanno fatto, vivendo il loro rapporto da sempre alla luce del sole. Ora la magistratura scava nei rapporti tra colleghi: se in un ufficio è normale che nascano legami intimi e sembra assurdo quando un datore di lavoro proibisce questi rapporti tra colleghi se a dirlo è la legge tutto sembra legittimo. Di fatto il nostro ordinamento non vieta solo le relazioni tra giudici e avvocati ma anche tra due giudici come se gli uomini di legge fossero macchine prive di sentimento. Ma nella realtà non è così: se la legge è rigida l’uomo resta debole ed è impossibile vietargli di provare attrazione e sintonia. Il 4 ottobre, a Palazzo dei Marescialli, è stato convocato il procuratore generale del Piemonte Marcello Maddalena: a lui spetterà il compito di esprimersi sulla vicenda. Dovrà confessare se era a conoscenza del rapporto, peraltro mai nascosto, tra i due protagonisti di questa storia che sfiora i limiti dell’assurdo, e, in caso affermativo, dovrà spiegare come mai ha permesso per anni che l’amore proibito entrasse nelle aule del tribunale di Torino.