Fecondazione eterologa: Corte Costituzionale rinvia gli atti ai tribunali, il divieto resta

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    Fecondazione eterologa: Corte Costituzionale rinvia gli atti ai tribunali, il divieto resta

    Chiamata a pronunciarsi sulla delicata questione della fecondazione eterologa la Corte Costituzionale non boccia, né rivede il divieto, semplicemente rinvia gli atti ai tribunali che avevano promosso i ricorsi chiedendo ai giudici di valutare la questione alla luce della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo del 3 novembre 2011.

    Proprio tale sentenza aveva stabilito che vietare il ricorso alla fecondazione eterologa non rappresenta una violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In altre parole la patata bollente passa adesso ai singoli tribunali, rimanendo ancora valido – al momento – il divieto imposto dalla legge 40 del 2004.

    Ricordiamo che la fecondazione eterologa è quella che avviene con ovociti o gameti non appartenenti alla coppia, procedura che di fatto viene impedita in Italia, ma che è largamente praticata all’estero al punto da avere dato luogo ad una sorta di turismo procreativo.

    La decisione della Corte Costituzionale era attesissima perché si pensava potesse rappresentare una svolta decisiva sulla questione, che adesso, dopo tale pronunciamento per qualcuno appare sostanzialmente archiviata.

    Di diverso avviso gli avvocati delle coppie promotrici dei ricorsi contro il divieto di fecondazione secondo cui la Corte Costituzione avrebbe espresso in realtà una posizione ‘interlocutoria‘, rimandando ai magistrati che hanno sollevato dichiarazione di incostituzionalità la possibilità di riformulare il quesito, non avendo però come parametro la sentenza della Corte Ue per i diritti dell’uomo che aveva legittimato il ‘no‘ all’eterologa.

    Secondo indiscrezioni, i giudici della Consulta non sarebbero giunti a tale decisione serenamente, ma alla fine di una lunga discussione che ha visto creare una spaccatura tra chi avrebbe optato per una decisione definitiva e chi, invece, propendeva per una ‘sospensione‘ della questione. Decisiva sarebbe stata la mediazione del presidente.