La pillola anticoncezionale diminuisce il desiderio

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    La pillola anticoncezionale diminuisce il desiderio

    La pillola anticoncezionale diminuisce il desiderio. Non si tratta certo di una notizia dell’ultima ora, ma quando si parla di metodi contraccettivi mito e realtà, molte volte, finiscono per confondersi fino a farci dubitare di quale sia la verità.

    Ebbene, studi recenti relativi agli effetti collaterali non lasciano spazio al dubbio: la pillola anticoncezionale diminuisce il desiderio per via dell’influenza che progestinici ed estrogeni hanno sul corpo della donna. Sebbene, dunque, le pillole più recenti siano a bassissimo dosaggio, i disturbi persistono.

    Ad asserire senza se e senza ma che la pillola anticoncezionale diminuisce il desiderio sono i ricercatori della Indiana University, i quali hanno dimostrato come gli ormoni somministrati con la pillola anticoncezionale in certi casi arrivano a condizionare pesantemente la vita sessuale della coppia in quanto determinano calo del desiderio, scarsa lubrificazione e difficoltà a raggiungere l’orgasmo.

    I ricercatori sono arrivati a questa conclusione dopo avere preso in esame 1.101 donne: di queste metà usavano un metodo contraccettivo ormonale e metà il preservativo o il diaframma. Tutte avevano una buona intesa col partner, sia a livello fisico che sentimentale. I risultati della ricerca hanno messo in evidenza come la maggior parte delle donne che assumevano la pillola anticoncezionale, cerotti e anelli però accusavano anche un calo del desiderio.

    Eppure, nonostante l’evidenza scientifica c’è sempre chi mantiene un atteggiamento dubitativo. Il presidente dell’Istituto Italiano di Sessuologia Scientifica, Fabrizio Quattrini, per esempio, è più prudente e asserisce che pillola e calo del desiderio sono legati solo se c’è una predisposizione da parte della donna. ‘Conta molto il fattore psicologico perché è difficile che, con i dosaggi ormonali attuali, un anticoncezionale possa davvero inibire il desiderio. A meno che una donna non sia predisposta alla depressione o non faccia uso della stessa pillola da trent’anni: in questo caso è probabile che il farmaco sia ad alto dosaggio, producendo gli effetti segnalati dallo studio americano. I ginecologi consigliano a chi assume questo farmaco dei cicli di interruzione ogni 6 o 12 mesi, proprio per riattivare le ovaie‘.