Alexander McQueen make up: toni nude e pizzo per essere femminili

da , il

    Alexander McQueen make up: toni nude e pizzo per essere femminili

    Se le maschere di pizzo utilizzate da Sarah Burton, che ha disegnato il vestito da sposa di Kate Middleton, sembravano alquanto familiari allo stile del noto designer defunto, è perchè qualcosa di simile si era già visto nella grande mostra mostra tenutasi lo scorso anno al Metropolitan Museum of Art di New York, dal nome Savage Beauty, a lui dedicata. Dalla sua collezione post-laurea, Central Saint Martins, del 1992 alla sua sfilata finale, avuta luogo dopo la sua morte nel febbraio del 2010, Mr. McQueen ha sfidato e ampliato il concetto di moda, al di là dell’utilità di una espressione concettuale di cultura, politica e identità. I suoi disegni rappresentano il lavoro di un artista il cui mezzo di espressione era la moda.

    Guido Palau si ispira proprio alla mostra Savage Beauty del 2011 nel pensare a delle maschere da applicare sulla testa delle modelle. Una serie di copricapi da sogno e non semplici maschere, come si potrebbe pensare, caratterizzate da tanta fantasia. Uno spettacolo creato da una tessitura stretta con sotto anelli di trecce che avvolgono la testa delle modelle. Come delle parrucche, le maschere/copricapi impreziosite dai ricami divengono delle sculture.

    Il make up minimalista, punta ad evidenziare la base, con un fondotinta coprente, labbra nude e sopracciglia perfette. Sbiancate ma non troppo, per non sembrare degli alieni, le sopracciglia sono state appiattite abbastanza. A differenza di Chanel che propone un trucco esclusivo ispirandosi alla bellezza indiana, esibitosi poche ore prima di Alexander McQueen, i make up artist di Sarah Burton rivelano essersi lasciati influenzare dalle parole acqua, madre-perla, conchiglia e dalla schiuma del mare, utilizzando tre diverse basi di rosa, beige e avorio, strati diversi di oro e argento sulla parte superiore per creare un effetto a più livelli.