Naso da cocaina, l’estetica del terzo millennio

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    Naso da cocaina, l’estetica del terzo millennio

    Una volta chi decideva di rifarsi fare il naso era perchè lo riteneva troppo grosso, con la gobba, storto, e lo voleva all’insù, alla francese, piccolino, grazioso, oggi chi decide di cambiare naso ha una motivazione differente, è consumato dalla cocaina. Sono in aumento infatti gli interventi estetici per la ricostruzione dei setti nasali distrutti dall’abuso di cocaina, tanto da diventare una vera e propria emergenza sociale. La nuova campagna ‘Nasi Puliti – Liberi di respirare la vita’ non ne fa mistero, così come il medico chirurgo plastico intervenuto durante la presentazione, Paolo Gottarelli, specialista in chirurgia nasale. Un monitoraggio recente eseguito su 100 suoi pazienti testimonia come, in piu’ del 6% dei casi in cui si manifesti l’esigenza di ricorrere ad un intervento di rinoplastica, responsabile dei danni e’ la cocaina.

    Le richieste di ricostruzione dei setti nasali compromessi dall’assunzione di droga coinvolge sia il pubblico che il privato, tanto che le liste d’attesa variano dai cinque mesi, privati, all’anno e mezzo, pubblico. Ma chi richiede questo intervento? Il dato più particolare è proprio questo, chiunque. Dal bibliotecario al discoteca dipendente, in maggioranza sono maschi, ma poiché i tessuti delle donne sono più delicati il danno è in questo caso più rapido.

    Il problema principale secondo gli esperti è rendersi conto di essere diventati dipendenti dalla cocaina, questo primo delicato passaggio richiede dai 5 agli 8 anni, a questo punto però il danno come la perforazione del setto nasale e alcuni gravi problemi gastrici sono già in atto.

    I tempi cambiano, il naso alla francese ora lascia il posto al naso da cocaina, nulla di cui andare fieri.