Preparati all’estate con gli autoabbronzanti

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    Preparati all’estate con gli autoabbronzanti

    Gli inglesi lo hanno battezzato effetto Middletan – dal mix perfetto fra ‘Middleton‘ (cognome che ultimamente ha trovato largo impiego presso la stampa britannica e non solo) e ‘tan‘ abbronzatura – per riferirsi al perfetto colorito bronzeo sfoggiato da Kate Middleton e da sua sorella Pippa in occasione del Royal Wedding.

    Ma come avranno fatto le sorelle più chiacchierate del momento a ottenere quel magnifico effetto sulla loro pelle? Merito degli autoabbronzanti. Lo assicurano gli esperti di bellezza. E allora cosa aspettiamo? Corriamo ad attrezzarci anche noi! Ma come scegliere l’autoabbronzante giusto? E poi è vero che gli autoabbronzanti fanno male? Cerchiamo di capirne di più.

    Cominciamo col parlare degli autoabbronzanti viso: se la pelle è chiara è necessario optare per un prodotto ad azione progressiva. Gli autoabbronzanti ad azione progressiva contengono una sostanza chiamata dha (dii­drossiacetone), uno zucchero deri­vato della molecola di glucosio che quando entra in con­tatto con gli amminoacidi del­la pelle, determina una reazione che produce dei pig­menti colorati color bronzo. Un processo, dunque, che non ha nulla da vedere con la sin­tesi di melanina e la tintarella vera e propria. Fortemente consigliati per questo tipo di pelle sono gli autoabbronzanti dove, in particolare il Summer Glow Crema Fluida Dove, la cui formula unisce agenti idratanti attivi a ingredienti leggermente abbronzanti.

    Se invece la pelle è scura o olivastra gli autoabbronzanti migliori sono quelli che oltre a dare un effetto sole naturale, sono in grado di opacizzare le eventuali oleosità tipiche di questo tipo di carnagione.

    Per ottenere un buon risultato il segreto sta nella corretta applicazione: mai stendere l’autoabbronzante direttamente sul viso per evitare che si formino antiestetiche macchie scure. Soprattutto sul viso ne basta una noce per non creare accumu­li che compromettono l’uniformità del colorito.

    Occorre spalmarla e passarla rapidamente su viso e collo perfettamente pultiti, fino all’attaccatura dei capelli e sulle orecchie. Il self-tanning si applica preferibilmente la sera, continuando fino a ottenere il tono di abbronzatura desiderato. Poi, meglio sospendere, per ricominciare non appena il colorito inizia a sbiadire. L’ intensità dell’abbronzatura dipende dalla quantità e dalla frequenza delle applica­zioni, ma anche dalla percentuale di dha presente nel prodotto.

    Negli autoabbron­zanti ad azione progressiva, la percentuale di dha va­ria dall’ 1,5 al 2,5%, contro il 3-5% delle formule classiche. Quindi, con una minore quantità di dha, la pelle si sec­ca di meno. Inoltre, l’ aggiunta di agenti attivi idratanti consentono di applicare gli autoabbronzanti al posto delle cre­me abituali per il corpo.

    Gli autoabbronzanti sono totalmente innocui, perché provocano solo una pigmentazione superficiale, grazie ad una reazione chimica innescata dal dha. Infatti se le applicazioni non sono ripetute e consecutive, il colore dell’ abbronzatura svanisce nel giro di una settimana per il continuo ricambio cellulare.

    E’ importante ricordarsi che l’autoabbronzante non protegge dal sole e non va quindi mai usato durante l’ esposizione al sole.