Tatuaggi: reazioni allergiche in aumento

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    Tatuaggi: reazioni allergiche in aumento

    Le reazioni allergiche ai tatuaggi sono in continuo aumento negli ultimi anni. L’Istituto Superiore di Sanità e l’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma ha rivelato infatti che in Italia, negli ultimi cinque anni, l’insorgenza di questi fenomeni è raddoppiata. Quali sono quindi le possibili cause di questa crescita?

    Ad essere messi sotto accusa sono soprattutto gli inchiostri per ottenere i colori rosso, verde e blu. Al loro interno ci sono particelle in quantità elevate di nichel e di cromo e in maniera più ridotta di cobalto. Le reazioni allergiche scatenate da queste sostanze vanno da dermatiti, eczemi, desquamazioni e prurito. Si possono curare con pomate al cortisone anche se i più drastici optano per la rimozione definitiva del tatuaggio con il laser.

    Queste reazioni non riguardano solo i disegni sulla pelle permanenti ma anche quelli provvisori come i tatuaggi all’henné che registrano un’impennata soprattutto nel periodo estivo. Qui la sostanza che potrebbe scatenare allergie è la parafenilendiamina, un colorante che si trova anche nelle tinte per capelli. La sua principale funzione è quella di rendere più scuro e duraturo il colore.

    Proprio la bella stagione è però la più sconsigliata per decidere di decorare il proprio corpo con un tatuaggio: il sole e il mare aggrediscono il disegno appena fatto ed è sconsigliato andare al mare almeno per i primi venti giorni quando le piccole ferite dovute alle incisioni devono ancora guarire. Meglio quindi aspettare l’autunno e sfoggiare il proprio tatuaggio in tutto il suo splendore la prossima stagione estiva.