Come restaurare la radica

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    Come restaurare la radica

    Quella della restaurazione è un’arte nobile, tramandata di generazione in generazione e carica di fascino e di entusiasmo, passione. Tra i materiali soggetti a restauro, uno dei più diffusi è la radica di noce. Essere in grado di donare ad un mobile antico il suo originario splendore è un vantaggio non indifferente, sia dal punto di vista economico che da quello puramente decorativo. Sapere come restaurare la radica, come trattarla, al fine di recuperare e successivamente mantenere un oggetto di arredo appartenente al passato è una cosa che dovrebbero sapere tutti gli appassionati di restauro fai da te. Di seguito uno schema sintetico delle operazioni da eseguire quando si va a restaurare la radica.

    Come prima cosa si deve provvedere alla rimozione della vernice dall’oggetto utilizzando uno sverniciatore, possibilmente ecologico, come quello della Phase.

    Procedere quindi con il trattamento antitarlo servendosi di un insetticida a base di permetrina, applicato a pennello e a siringa.

    La fase successiva consiste nel consolidamento della radica, dove risulta necessario, tramite l’infiltrazione di resina acrilica Paraloid B72, che va diluita con l’acetone e applicata con la siringa.

    Talvolta il rivestimento esterno dei piedi di un mobile necessita di essere irrobustito, per cui i piedi vengono messi in un bagno consolidante con Paraloid.

    Per effettuare le varie stuccature si prepara il composto con colla animale, terre colorate e gesso di Bologna e, successivamente, la superficie viene portata a colore utilizzando aniline diluite con dell’alcol.

    La fase finale si concentra sulla lucidatura, eseguita applicando una vernice mista, che viene realizzata con la gommalacca ed il benzoino, e una a tampone come la gommalacca decerata.