Economia domestica: sempre più diffusa la spesa in campagna

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    Economia domestica: sempre più diffusa la spesa in campagna

    La spesa è una delle priorità dell’economia domestica e, fino a quando c’erano le massaie ad occuparsene si poteva stare certi che rappresentava la voce delle uscite economiche meglio controllata. Oggi tutto è cambiato, le massaie sono praticamente sparite, così come il tempo da dedicare alle spese, per cui il rischio di spostare eccessivamente il capitale domestico su di esse è sempre in agguato. Una recente indagine ha però scoperto che, causa contingenze economiche sfavorevoli, le modalità di spesa stanno cambiando, con la campagna preferita ai supermercati e agli ipermercati.

    L’indagine in questione è stata svolta dalla Cia, non il servizio di intelligence statunitense, bensì la Confederazione Italiana Agricoltori. Fare la spesa in campagna equivale a risparmiare, poiché si segue lo schema ‘dal produttore al consumatore’, tagliando così i costi intermedi della filiera.

    L’acquirente tipo di prodotti agricoli è una persona di circa 40 anni, con figli, e un titolo di studio superiore come minimo; un quarto sono laureati ed un quinto pensionati.

    Un ritorno al passato quindi, alla ricerca non solo di prodotti genuini, ma anche più economici: i precedenti decenni di benessere avevano fatto emergere la comodità e, al tempo, la convenienza dei grandi supermercati. Oggi, invece, le aziende agricole e gli agriturismi sono tornati di moda, grazie ad una politica basata sul risparmio economico e sulla produzione di cibi sani e gustosi.

    Anche la riscoperta di sapori locali ha giocato in favore di questa nuova tendenza, che rappresenta ad oggi la formula migliore per sbarazzarsi di prodotti dalla dubbia qualità, per finanziare le attività locali e per tornare a mangiare sano.