Pollice verde: i consigli dagli esperti di piante giapponesi

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    Pollice verde: i consigli dagli esperti di piante giapponesi

    Il bonsai in casa è da arredo. Questa pianta, infatti, dovrebbe vivere all’esterno, ma dagli anni 90 si è sviluppata la tendenza di inserirla all’interno delle abitazioni come elemento di arredo. Quello che la rende speciale è la sua caratteristica forma, che però non rimane sempre la stessa da sola, ma ha bisogno di continue cure, fatte tra l’altro nel modo più appropriato. Innanzitutto il bonsai va posizionato in una zona molto luminosa della casa perché, se non riceve abbastanza raggi UV, muore. Deve inoltre essere tenuto al caldo durante il giorno, intorno ai 16 gradi, e in un posto umido, così da ricreare l’ambiente in cui è nato. Di notte invece si lascia rinfrescare.

    Le foglie vanno spruzzate con acqua spesso e abbondantemente, ma non bisogna mai mettere la pianta in un sottovaso con dell’acqua, perché questo farebbe marcire le radici.

    Molto importante è il rinvaso, che va fatto una volta ogni due anni e durante la primavera; prima però bisogna tagliare le radici di circa 2/3 e utilizzare un contenitore simile al precedente (per ricreare lo stesso effetto), possibilmente con dei fori per l’uscita dell’acqua, nel caso le radici ne assorbissero troppa.

    Il bonsai va potato regolarmente affinché mantenga la sua forma originaria, possibilmente in primavera, prima che cominci la stagione della crescita, e poi per tutta la stagione.

    La meticolosità è fondamentale per la sopravvivenza e la crescita corretta del bonsai, per cui è meglio tenere a mente dei punti fondamentali.

    Pulire il bonsai regolarmente con una piccola spazzola e non lasciare i resti sul terriccio perché vanno in decomposizione e portano alla formazione di muschio che, benché decorativo, è nocivo per il tronco ed i rami.

    Controllare la presenza di insetti, come i bruchi, le formiche, e le afide, attratti dall’umidità del bonsai

    Fare attenzione alle malattie: le più comuni sono la muffa, visibile come uno strato farinoso sulle foglie, la ruggine, che apparirà sottoforma di chiazze arancioni sulle foglie e la clorosi, quest’ultima causata da mancanza di minerali e visibile nella colorazione gialla delle foglie,che però mantengono le venature verdi.