Vino rosso ghiacciato: come cambiano i costumi a tavola

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    Vino rosso ghiacciato: come cambiano i costumi a tavola

    Da sempre, l’usanza più diffusa prevede di mescere nei bicchieri dei commensali vino bianco freddo e rosso a temperatura ambiente. In estate, però, se non si possiede una cantina a la temperatura dell’aria è di 40 gradi, una rinfrescatina al vino rosso si può dare con il frigo, magari senza farlo sapere agli altri commensali, che griderebbero allo scandalo. Questo scenario potrebbe essere oggi ribaltato, visto che si sta diffondendo la moda del vino rosso ghiacciato, da servire con alcuni piatti e in circostanze particolari. Vediamo quali.

    Molto in voga in questo momento è il vino rosso Fichimori, prodotto dall’azienda Tomaresca (in Puglia) con uve Negroamaro, raccolte e lavorate in modo da offrire le migliori prestazioni a basse temperature, comprese fra gli 8° ed i 10°, quando un vino rosso si serve tradizionalmente tra i 16° ed i 20°, a seconda della maturazione e della corposità.

    Il vino rosso ghiacciato può essere portato a tavola per accompagnare piatti di pesce, cibi speziati o piccanti, carni rosse alla brace, sushi e sashimi. Anche il crudo, quindi.

    Raffreddare il vino è una pratica in uso già nei tempi passati in Italia e molto di moda in alcuni paesi come la Spagna, dove l’abbinamento tra vino tino (rosso) e una bevanda analcolica (Fanta Lemon, acqua tonica o Lemon Soda) da vita al famosissimo e dissetante Tinto de Verano. Ma anche la stessa Sangria, a base di vino, si beve molto fredda.

    Qualcuno potrebbe contestare che, come accade per gli esempi citati sopra, la situazione è possibile quando si creano delle miscele dissetanti, piuttosto che durante una degustazione di vini. Tutti gli aromi ed i sentori vengono infatti inibiti dal freddo.

    Ma se lavorato appositamente, il vino rosso ghiacciato lascerà piacevolmente sorpresi i consumatori, anche se per i puristi la strada verso il convincimento è ancora lunga.