Apprendimento bambini, è tutta una questione di genetica

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    Apprendimento bambini, è tutta una questione di genetica

    Geni si nasce non si diventa, al contrario dei credo generali che vedono i fattori esterni come parte attiva principale della formazione dell’intelligenza e dell’apprendimento dei bambini uno studio del King’s College London Institute of Psychiatry svela l’impensabile: l’intelligenza è ereditaria. Scuola e ambiente influenzano, ovviamente, l’apprendimento ma non in maniera così incisiva come si è portati a credere. Lo studio ha preso in esame la carriera scolastica di 4mila bambini gemelli e la conclusione pare abbia stupito gli stessi ricercatori: la predisposizione genetica all’apprendimento incide al 50%, l’ambiente il 12% e l’istruzione il 38%.

    Il punto focale della ricerca è il rapporto insegnanti allievi, secondo i ricercatori gli insegnanti dovrebbero accettare le differenze di apprendimento dei bambini, perchè dimostrazioni della genetica non di pigrizia o altri fattori, il come e quanto possono imparare i bambini dovrebbe venire personalizzato.

    I test effettuati sui gemelli hanno spaziato dalla lingua inglese alla matematica alla scienza, il risultato ha evidenziato le differenze di apprendimento tra i gemelli omozigoti e i gemelli eterozigoti.

    Il rapporto afferma che i risultati sono stati “sorprendenti” e ha dimostrato che la realizzazione è stata ‘significativamente influenzata da fattori genetici’. Gli autori della ricerca sostengono che alla luce delle differenze genetiche tra i bambini appare evidente la necessità di riesaminare il ruolo dell’istruzione.

    I ricercatori dichiarano ‘Invece di pensare all’istruzione come un modo di contrastare le differenze genetiche tra i bambini, si potrebbe trarre vantaggio dall’accettazione dell’idea che i bambini differiscono geneticamente rispetto al come e quanto imparano‘.

    Questo modo di pensare è compatibile con l’attuale tendenza verso la personalizzazione dell’istruzione, ottimizzando l’apprendimento dei bambini, che è sempre più possibile attraverso l’uso di tecnologie informatiche interattive.“‘.

    In sintesi secondo gli studiosi l‘insegnamento oggi manca di un punto di vista genetico risultato indispensabile, oggi lo studente è il destinatario passivo della conoscenza, un approccio geneticamente sensibile invece suggerisce una visione attiva di apprendimento dove i bambini selezionano, modificano e creano la propria istruzione.