Assenza per maternità: come affrontare il ritorno al lavoro

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    Assenza per maternità: come affrontare il ritorno al lavoro

    L’astensione per maternità consente alle donne in dolce attesa di non andare a lavoro durante la gravidanza: il periodo di permesso obbligatorio va dai due mesi antecedenti al parto fino ai tre mesi successivi alla nascita del bambino. Questo permette di vivere la gravidanza in maniera più sicura e di dedicarsi a tempo pieno al neonato appena dopo il parto.

    Ma essere mamma e donna in carriera non è facile. Per molte mamme tornare a lavoro dopo il parto è traumatico, in particolare si vive male il momento in cui bisogna separarsi dal bambino dopo mesi di rapporto a tempo pieno. Se non si può contare su nonni o persone di famiglia scegliete per tempo la baby sitter: fate in modo che passi del tempo con il bambino anche prima del vostro rientro a lavoro, per dare modo al piccolo di abituarsi ad una nuova presenza. Abituatevi anche voi per tempo all’idea di passare meno tempo insieme: già da qualche giorno prima cercate di assentarvi per alcune ore. L’impatto sarà meno traumatico. Se per motivi di salute o sicurezza avete prolungato l’assenza oltre al periodo obbligatorio e il vostro bambino è già più grandino si pone anche il problema di spiegargli che dovete tornare a lavorare. Non sentitevi in colpa se la mattina piangerà e vi chiederà di restare, cercate piuttosto di spiegargli che non lo state abbandonando. Cercate di condividere al meglio il rientro a casa: appena rientrate, soprattutto i primi giorni, riservate solo a vostro figlio le vostre attenzioni, rimandando il resto a più tardi. Non si tratta di un passaggio facile ma con un po’ di serenità e di buon senso è possibile affrontare il distacco dal bambino nel migliore dei modi!