Bambini autistici, presto la diagnosi pre natale?

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    Bambini autistici, presto la diagnosi pre natale?

    I dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità OMS) sono preoccupanti: 1 bambino su 150 soffre di problemi legati all’autismo infantile

    Questa malattia si può caratterizzare con la difficoltà a relazionarsi con gli altri (più diffusa) fino al ritardo mentale.

    Finora gli studi condotti si sono indirizzati sui geni responsabili di questo disturbo, oppure sul possibile ruolo di agenti infettivi e comunque la diagnosi, solo di rado, arriva prima dei due anni d’età.

    Questa tendenza potrebbe invertirsi e si potrebbe arrivare addirittura ad una diagnosi pre natale.

    La diagnosi pre natale seguita da un intervento specifico potrebbe essere decisiva al recupero quasi totale di alcune funzioni comportamentali, ne è certa la ricercatrice, Maria Luisa Scattoni, dell’Istituto superiore di Sanità che coordina il progetto Not invasive tools for early detection of autism spectrum disorders , che prenderà il via nel 2011 e durerà 3 anni.

    Lo scopo è quello di studiare il comportamento di un campione di bambini nei primi due anni di vita per riuscire ad identificare gli indicatori dello spettro autistico.

    La ricerca parte da uno spunto ricavato da un altro studio su un modello animale che ha individuato un indicatore che presenta i tre sintomi dello spettro autistico ossia ridotti livelli di interazione sociale, comportamenti ripetitivi e problemi di comunicazione.

    Lo studio seguirà l’evoluzione di 200 neonati non affetti da patalogie e saranno registrati le caratteristiche del pianto e i loro movimenti spontanei con supporti audio video.

    I controlli avverrano a scadenze precise: alla nascita, dopo un mese, al terzo mese e, infine, al sesto. Anche se i piccoli saranno seguiti con una serie di test psicologici fino al compimento del secondo anno d’età.

    Inoltre verranno studiati i comportamenti dei neonati fratelli di bambini autistici. Effettivamente non esiste degli studi che ammettono un’ereditarietà del disturbo ma ci sono forti ragioni per credere che altri componenti della famiglia presentino caratteristiche genetiche o disturbi comportamentali correllati allo spettro autistico