Bamboccioni: le colpe delle mamme

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    Qualche mese fa la polemica del ministro Brunetta contro i figli italiani bamboccioni ha suscitato risate, critiche e risentimenti: si è osservato che l’Italia è un Paese che non aiuta i giovani a rendersi autonomi e, guardando la situazione lavorativa, questo è innegabile. Ma è altrettanto vero che un fondo di verità c’è e la colpa va ripartita tra figli e genitori.

    I primi spesso si adagiano sulle comodità del focolare materno e si decidono a a lasciare casa solo in caso di matrimonio o, i più temerari, di convivenza. Anche i genitori però fanno la loro parte: le mamme italiane in particolare sono rinomate in tutto il mondo per essere eccessivamente protettive e di non lasciare spazio ai figli per fare le proprie esperienze e sbagliare sulla pelle. Si dice che esagerano a fin di bene, per volervi proteggere: ma dietro questa verità si cela anche una forma incontrollata di egoismo. La voglia di voler tenere i figli ‘sotto la propria gonna’ prevale sopra il desiderio di vederli realizzati lontano da casa e spesso ci si auto convince che la felicità è nelle mura domestiche. Non è così: la casa deve essere una base sicura su cui contare in caso di difficoltà, non una gabbia che vincola il desiderio di conoscere il mondo o di farsi una famiglia. Nascere in Italia è una grande fortuna perché la nostra è una cultura dai grandi valori, la famiglia in primis: ma non dobbiamo commettere l’errore di trasformare questo in un limite per i nostri figli. Aiutiamoli e consigliamoli ma soprattutto insegniamo loro a sviluppare un proprio pensiero e non cerchiamo di trasmettergli sempre il nostro. Non dobbiamo costringerli ad abbandonare il tetto materno ma neppure fargli vivere questa possibilità come un’assurdità o un voltafaccia alla famiglia. Intanto ad arricchirsi in tutto questo è il mondo dello spettacolo, che sforna trasmissioni tv, libri e film sulla generazione di bamboccioni.