Bitest in gravidanza per sapere subito se il tuo bambino è sano

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    Bitest in gravidanza per sapere subito se il tuo bambino è sano

    Il mio bambino sarà sano? E’ una domanda che si fanno tutte le mamme, specie quando la maternità arriva quando già si è un po’ in avanti con gli anni, il che oggi avviene abbastanza spesso soprattutto nel nostro Paese, le mamme italiane sono le più vecchie d’Europa infatti!

    Oggi grazie agli esami diagnostici prenatali è possibile sapere subito se il bambino è sano. Il Bitest insieme alla translucenza nucale, specie se combinati insieme nell’ultrascreen, forniscono un risultato precoce e accurato di eventuali anomalie cromosomiche nel feto, quali sindrome di Down, trisomie e difetti nella chiusura del tubo neurale.

    Si tratta di esami che richiedono un prelievo di sangue e/o un’ecografia, sono consigliati a donne sotto i 35 anni o che comunque non vogliano sottoporsi, in prima istanza, a tecniche di tipo invasivo come villocentesi e amniocentesi.

    Sono esami di tipo probabilistico che forniscono cioè una probabilità e non una certezza. Questo significa che anche in caso di test negativo il rischio non è nullo. Il rischio di trisomie aumenta con l’età della madre e, per questo, sopra i 35 anni si consigliano alle donne tecniche diagnostiche più accurate.

    Il bitest si esegue su un prelievo effettuato fra l’11° e la 13° settimana di gestazione e prevede il dosaggio nel sangue di due proteine: Free-β-hCG (frazione libera della gonadotropina corionica) e PAPP-A (proteina A plasmatica associata alla gravidanza). Tali valori vengono confrontati con dei valori di riferimento, insieme ad altri parametri, come l’età materna, e rivelano il 65% dei feti affetti da sindrome di Down, con un 5% di falsi positivi .

    Fra gli esami previsti dal sistema sanitario regionale troverete più facilmente il tritest, non tutti tutti gli ospedali invece effettuano bitest e translucenza nucale e sono poche le regioni che li contemplano fra gli esami gratuiti. Più spesso bisogna rivolgersi a un centro specializzato e, anche se pubblico, pagare il ticket.