Ciuccio: via dopo i tre anni!

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    Ciuccio: via dopo i tre anni!

    Il succhietto è un accessorio fondamentale per il neonato, fin dai primi mesi di vita. Molte sono le motivazioni psicologiche e fisiologiche che ne determinano l’uso da parte del piccolo. Anzitutto esso si collega ad un suo istinto naturale, riscontrabile già durante la gestazione quando il piccolo succhia il pollice nella pancia. Il succhiare soddisfa un bisogno primario, quello della nutrizione, ma permette anche al piccolo di ristabilire un contatto diretto con la mamma perché rappresenta un surrogato della suzione al seno. Ancora, esso attenua il senso di solitudine comune al lattante e al bimbo più grandicello. Infine produce un effetto notevolmente tranquillizzante e rilassante.

    Nonostante sia un accessorio fondamentale per il neonato, ad un certo punto, il suo utilizzo deve essere limitato e poi escluso. Dopo una certa età, infatti, l’uso del ciuccio potrebbe tradursi in danni al palato e alla bocca del bambino, motivo per cui occorre eliminarlo. In particolare si consiglia di evitarne l’uso a partire dai tre anni di età del bambino. Da questo momento in poi si potrebbero verificare, come già detto, danni a bocca e palato.

    Nello specifico, il piccolo potrebbe essere portato a mantenere sempre la bocca semiaperta, ma potrebbe aversi anche malocclusione, cioè stabilirsi un cattivo contatto tra i denti. Diversi sono i sistemi che la mamma può adottare per togliere il ciuccio: si può agire drasticamente, eliminandolo totalmente dalla portata del piccolo, oppure procedere gradualmente limitandone l’uso solo a certe situazioni, come la nanna serale.