Congedo di maternità, a chi spetta?

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    Congedo di maternità, a chi spetta?

    Nell’intricato mondo della burocrazia italiana, vi presentiamo una piccola guida su come chiedere e a chi chiedere il congedo di maternità. E non vi pacerà sapere che se siete una delle tante precarie che popolano il mondo del lavoro di salvagenti e di incoraggiamenti ad avere un figlio ce ne sono davvero pochi. Purtroppo. In primo luogo una buona notizia: dall’inizio del periodo di gestazione fino al compimento del settimo mese del bambino vige il divieto di licenziamento. Questa norma è stata emanata per tutelare al meglio le donne, spesso vittime di datori di lavoro poco sensibili.

    Inoltre fino al settimo mese dopo il parto, le neo mamme sono esonerate dal compiere lavori pesanti.

    Comunque sia il periodo di pausa per legge dal’attività lavorativa va dai due precendenti il parto e i tre mesi successivi.

    L’astensione obbligatoria è estesa anche al padre solo nel caso in cui la madre sia impossibilita a prendersi cura del bambino. Tra le altre cause anche la morte della donna.

    La domanda di correspensione dell’indennità di maternità deve essere consegnato all’azienda in cui si lavora ed è necessario indicare chiaramente la data prevista dall’astensione dal lavoro come dice la L. 1204/71.

    In caso di parto prematuro si possono aggiungere anche i giorni di astensione obbligatoria non usufruiti fino ad un massimo di 5 mesi.

    Così come per una gravidanza a rischio è possibile anticipare il periodo di aspettativa dal lavoro facendo una semplice domanda alla Direzione provinciale del lavoro competente territorialmente.

    Ed ora veniamo alla nota dolente: le tante precarie incinta, per loro non esistono salvagenti adeguati.

    L’astensione dal lavoro a loro compete solo

    entro il 60esimo giorno dalla data di cessazione del rapporto a termine. Dopo nulla.

    Come a dire: fai un figlio, ma programmalo bene!