Dove cambio il pannolino? Il dramma delle mamme

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    Dove cambio il pannolino? Il dramma delle mamme

    Quando una mamma decide di fare una passeggiata, in città, al mare, montagna, al centro commerciale, o ancora peggio quando una famiglia affronta una vacanza con bambini a seguito, in auto, aereo o treno, un dramma si profila all’orizzonte: dove cambio il pannolino? Chi non ha bambini non può capire, perchè solo quando ti appresti ad affrontare tale impresa con nanerottolo a seguito, e conseguenti armi biologiche ad orologeria hai il vero senso del dramma. Qualcuno potrebbe ribadire che spesso i luoghi pubblici sopra citati mettono a disposizione una nursery. Certo, ma in che condizioni sono e da chi vengono pensate?

    Le nursery solitamente non conoscono il plurale, c’è né una per tutti, una nei bagni dell’aeroporto, una in stazione, una nel centro commerciale, e se disgraziatamente passa qualcuno che non fa dell’igiene una sua prerogativa, diventano inagibili in tempi brevi. Non solo, a volte ho l’impressione che chi si è preso l’onere di progettare la nursery pubblica non abbia la più pallida idea di come si cambi un pannolino. Niente appoggi, lontano dal lavandino, nemmeno l’ombra di un appendiabito.

    Le povere mamme si destreggiano in opere d’equilibrio cercando di tenere contemporaneamente il pupo che in quel momento ha deciso di girarsi, solitamente non collaborano, cambiarlo con la borsa a tracolla perchè non c’è un piano d’appoggio assicuro è un impresa per pochi eletti.

    E che dire se la passeggiata è all’aria aperta, in parchi, in città o semplicemente nei quartieri vicino casa? Se la temperatura lo concede non è un dramma si trova una panchina, si spera, e la mamma ingegnosa riesce nell’opera, ma se fa un po’ freddino? In questo caso non ho ancora trovato una soluzione, si esce e si spera che il pannolino tenga.