Esclusa da concorso perché incinta, il Tar la riammette

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    Esclusa da concorso perché incinta, il Tar la riammette

    Vi ricordate la storia della giovane caporal maggiore Valentina Fabri che venne esclusa dal concorso per l’assunzione a tempo indeterminato dei volontari in servizio permanente dell’Esercito perché incinta?

    Ebbene oggi il Tar del Lazio ha accolto l’istanza cautelare proposta da Valentina Fabri e ha riammesso con riserva al concorso la soldatessa affermando che ‘lo stato di gravidanza non costituisce una patologia e quindi non appare di per sé idoneo a supportare un provvedimento di esclusione‘.

    La pronuncia del Tar – spiega l’avvocato Giorgio Carta, che assiste la ragazza – è doppiamente importante perché afferma la supremazia della vigente normativa in materia di tutela della maternità, ispirata ai valori, costituzionalmente garantiti, sulle abnormi norme del bando di concorso impugnato e, comunque, su tutte le disposizioni discriminatorie ancora presenti nel nostro ordinamento. Soprattutto, però, costituisce un importante precedente giudiziario per i casi futuri, escludendo che, d’ora in poi, la donna in uniforme sia posta nell’alternativa tra essere madre ed arruolarsi in una Forza armata‘.

    Un caso simile si era verificato a Perugia dove una dirigente aveva denunciato per mobbing l’ente pubblico per il quale lavorava, sostenendo di essere stata demansionata al suo rientro, dopo la gravidanza. Anche in quella circostanza il giudice del lavoro di Perugia ha accolto la tesi della donna e ha condannato l’ente per il quale la donna prestava servizio ad un risarcimento pari a 18 mila 469 euro.

    Segno che i tempi stanno finalmente cambiando? Forse, rimane il dato preoccupante recentemente diffuso da un rapporto di Manager Italia secondo il quale in Italia più di un quarto delle donne lascia comunque il lavoro dopo la maternità proprio a causa della mancanza di politiche di sostegno a favore della maternità e dell’occupazione femminile.