Giocattoli per lui e per lei: e se i giochi non avessero sesso?

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    Giocattoli per lui e per lei: e se i giochi non avessero sesso?

    Giocattoli per lui e per lei: chi ha deciso che debbano essere diversi? Tra poco più di un mese sarà Pasqua: qual è la prima cosa che i genitori vedono prima di comprare l’uovo? Che la sorpresa sia da maschio o da femmina!

    E del resto da generazioni ci hanno insegnato che bambole, barbie e pentoline sono per le bambine mentre soldatini, modellini e armi sono per i maschietti. E’ come se, anche nei negozi di giocattoli, esistessero due mondi, uno rosa e uno azzurro. Anzi la differenzazione cromatica inizia anche prima, con il fiocco della nascita e tutti gli accessori per neonato.

    Come devono comportarsi i genitori se un bambino è attratto dalla bambole o una bambina dalle macchinine? Mio fratello da piccolo era viziatissimo ma tra macchine e trenini lui ha chiesto a Babbo Natale un passeggino per le bambole, mia sorella al contrario era attratta da giochi comunemente considerati maschili, dal pallone allo skate. Psicologi e pediatri concordano che, con il passare del tempo, la produzione di giocattoli si è sempre più differenziata tra mercato femminile e maschile. E’ come se già da piccoli si dovesse essere indirizzati a dei ruoli imposti dalla società: le donne dovranno sviluppare cura del prossimo e della famiglia (quindi ben vengano giochi di pentoline, bambolotti etc), mentre gli uomini dovranno stimolare praticità e manualità (quindi si diffondono per loro attrezzi da lavoro e giochi di avventura).

    E’ innegabile che nella media si tratta di un orientamento anche innato: solitamente le femminucce preferiscono giocare con le bambole e i maschietti con i soldatini. Ma in parte influisce anche la spinta dei genitori. Un discorso a parte va fatto per la tecnologia, che da questo punto di vista ha avuto il merito di abbattere le differenze di genere. L’importante per i genitori è creare degli spazi liberi in cui i figli, maschi o femmine, possono esprimere liberamene la propria personalità. Se le differenze sono innate è normale ma se non è così perché forzarle?