Il sorriso, un filo che unisce la mamma al neonato

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    Cosa c’è di più bello, puro ed emozionante del sorriso di un bambino? Di fronte ad un momento così spontaneo e gioioso il tempo sembra fermarsi e in quell’istante sembra possibile palpare e catturare la felicità. Ovviamente nessuno più di una mamma può condividere queste affermazioni pensando al proprio bambino: perché quando un neonato ride non lo fa solo con la bocca ma lo fa con gli occhi, con il volto intero e con il cuore.

    E’ stato scientificamente provato che il sorriso di un figlio riesce a cambiare l’umore della mamma, generando una sorta di reazione chimica nel suo organismo. Secondo molti psicologi il sorriso è un filo che lega in maniera unica figli e genitori tanto che, secondo alcune teorie diffuse, anche i bambini di età più grande riservano i veri e più sinceri sorrisi solo per i genitori. Addirittura un’analisi interessante ha evidenziato che nelle mamme il sorriso del neonato può creare una sorta di benevola ‘dipendenza’. Ma proviamo a vedere la questione anche dalla prospettiva del bambino: cosa significano i sorrisi per un neonato? Cosa vuole comunicare un neonato con questo gesto? I bambini iniziano a sorridere prestissimo: i primi sorrisi però non sono in realtà legati, al contrario di quanto spesso pensano parenti entusiasti, a stati d’animo positivi ma sono semplicemente dettati da istinti del sistema nervoso. Spesso i bambini sorridono nel sonno: questo dipende probabilmente dal fatto che la regione del cervello legata a questo impulso è collocata adiacente all’area REM da cui si origina il sonno. I primi sorrisi di tipo emozionale compaiono invece solo tra le prime quattro e dieci settimane di vita del bebè.