Nascite in calo, 12.200 in meno rispetto al 2009

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    Nascite in calo, 12.200 in meno rispetto al 2009

    Nel nostro Paese si vive più a lungo, ma si mettono al mondo sempre meno bambini: 557 mila nel 2010, 12.200 in meno rispetto al 2009. Le nascite sono in calo in Italia, dunque, come del resto sono in calo i matrimoni.

    E’ questo il dato più significativo diffuso dall’Istat che nel presentare come di consueto i dati demografici ha segnalato che per il quarto anno consecutivo la dinamica naturale (differenza tra nascite e decessi) segna un saldo negativo, ancora più che nel precedente triennio: -30.200 nel 2010, contro -22.800 del 2009, -8.500 del 2008 e -6.900 del 2007.

    Continua invece a salire la vita media: nel 2010 gli uomini hanno raggiunto i 79,1 anni (+0,3 rispetto al 2009), le donne 84,3 (+0,2). La popolazione italiana ha continuato a crescere superando i 60 milioni 600 mila residenti al primo gennaio 2011, con un tasso d’incremento del 4,3 per mille.

    Analizzando i dati relativi alle nascite, l’Istat rileva anche un calo di fecondità delle donne: il numero medio di figli è di 1,4, nel 2009 era 1,41, nel 2008 era 1,42. Sembra essersi conclusa per le italiane – commenta l’Istat – la fase di recupero a cui si era assistito per ampia parte nello scorso decennio. Le nascite sono stimate in 557 mila unità (tasso di natalità 9,2 per mille dei residenti), meno 12.200 rispetto al 2009. Per avere un numero di nascite inferiore a quello del 2010 occorre tornare al 2005, quando furono 554 mila. La riduzione delle nascite nel 2010 rispetto al 2009 (-2,1%) risulta generalizzata su scala territoriale, tranne che per Molise (+2,3%), Abruzzo (+1,5%), Provincia autonoma di Bolzano (+0,6%) e Lazio (+0,1%).

    Dalle madri italiane si è avuto un calo di oltre 13 mila nascite. Fortuna però che ci sono le straniere, sono loro infatti a dare un impulso significativo all’incremento demografico nel nostro Paese. Nel 2010 oltre 104 mila nascite (18,8% del totale) sono attribuibili a madri straniere, di cui il 4,8% con partner italiano quindi frutto di un matrimonio misto.