Nomi bambino: i pro e i contro di quelli unisex

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    Nomi bambino: i pro e i contro di quelli unisex

    Ultimamente si sta diffondendo tra i genitori la tendenza ad attribuire ai propri figli nomi unisex. In realtà non ne esistono nel vocabolario italiano ma dato il successo in crescita di nomi stranieri nel nostro Paese anche da noi sorge questo problema. Pensate ad esempio a nomi come Andrea, Desiré(e), Alex o Jess(ie). Anche Taylor ad esempio può essere un nome valido sia per maschietti che per femminucce: pensate ad esempio alla cantante Taylor Swift e all’attore di Twilight Taylor Lautner.

    Alcuni nomi sono nati per un sesso e con il tempo si sono estesi anche a quello opposto: è il caso di Billie che di recente si usa anche per le femmine. Altre volte è una questione geografica: in Italia ad esempio Andrea è un nome maschile ma in molti altri Paesi è femminile. Dare un nome straniero, e in questo caso unisex, al proprio bambino può essere una scelta moderna, originale e anche trendy e in effetti molto nomi più usati sono unisex ma al tempo stesso può comportare dei problemi. La preoccupazione maggiore è che da bambini possano essere derisi o associati per sbaglio a gruppi di genere diverso. La confusione della maestra che leggendo il registro chiama alla lavagna la bambina Cameron potrebbe portare alle risate generali se si tratta di un bimbo. Per le donne, dal punto di vista lavorativo, avere un nome unisex può essere d’aiuto per evitare pregiudizi in base al sesso durante contatti a distanza. Statisticamente è più facile per una donna avere un nome tipicamente maschile piuttosto che il contrario. Se sei indecisa sulla popolarità di un nome per maschio o femmina puoi provare a fare una ricerca sul Social Network.

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