Parchi divertimento e lezioni di vita

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    Parchi divertimento e lezioni di vita

    AP/ LaPresse

    Bisogna davvero fare come le tre scimmiette all’ingresso di questi favolosi parchi divertimento se non ci si vuole far rovinare l’umore. Già in biglietteria infatti ci si trova davanti ad un grosso dilemma: cedere alla tentazione oppure no? Accettare di pagare un pingue sovrapprezzo per evitare le code o rassegnarsi a lunghe attese per le attrazioni principali?

    Possiamo davvero ignorare il poco educativo messaggio recondito del Gardaland Express, solo per citarne uno? Vogliamo davvero che i nostri figli apprendano che ‘se pagano di più, ottengono di più’? E, peggio ancora, che nella vita quelli meno abbienti restano indietro perchè non accedono a quello a cui accedono invece i più possidenti? Onestamente è difficile non essere combattuti perchè generalmente offriamo la gita in un parco divertimenti quasi sempre come gratifica, come premio per i nostri ragazzi quindi vorremmo godere il più possibile del nostro tempo senza vederlo sfumare in lunghe e noiose attese. Bisognerebbe comunque essere abbastanza forti da non cedere, coerenti con i valori per i quali lottiamo nel quotidiano, che cerchiamo di trasferire come giusti ed inconfutabili.

    E’ difficile. E’ difficile trovare una risposta per i nostri figli quando ci chiedono ‘Perchè quelli entrano prima di noi?” e il nostro tempo di attesa si allunga tanto quanti sono quelli che hanno pagato di più per ottenere il proprio accesso agevolato. E’ difficile scegliere, lo capisco, anche per una famiglia con due ragazzi, che una volta l’anno si regala 4 ingressi, 4 pranzi, il viaggio, magari di 100km, spendendo una giornata di ferie, di non cedere all’acquisto del biglietto tentatore il cui costo alla fine non è poi così inarrivabile. E’ il principio a non piacermi. Voi quale fila scegliereste?