Parto in acqua: è un metodo sicuro?

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    Parto in acqua: è un metodo sicuro?

    Molte mamme si chiedono quali sono i vantaggi del parto in acqua per loro e per il bambino. Abbiamo già considerato che diversi sono i pro offerti da questo tipo di scelta. Essenzialmente, per la mamma, una riduzione dello stress e dei dolori connessi al parto naturale e per il bambino un trauma minore nel venire la mondo in un ambiente che è molto simile alla placenta in cui è stato immerso per nove mesi. Premessi i vantaggi, ci si potrebbe chiedere se il parto in acqua sia davvero sicuro oppure possa nascondere qualche controindicazione. Ad esempio, in passato, si credeva che il parto in acqua portasse con se un maggiore rischio di infezioni per la mamma e per il piccolo.

    In realtà, queste preoccupazioni vanno sfatate, dato che, dalle ultime ricerche internazionali, è emerso proprio che nessun rischio igienico è connesso a questo tipo di parto, se praticato con tutte le accortezze del caso. Un’altra preoccupazione che va sfatata concerne la possibilità che il nascituro possa inalare dell’acqua in occasione del parto. Si tratta di una credenza erronea dal momento che il riflesso apneico (cioè di trattenuta del respiro) è funzionale fin dai primi istanti di vita e quindi, nel caso in cui, dell’acqua entri nel cavo orale, il riflesso faringeo stimola la deglutizione.

    Di conseguenza non c’è alcun pericolo che il bambino possa deglutire delle quantità d’acqua pericolose. Inoltre, la respirazione nel bambino si avvia soltanto al primo contatto dei recettori facciali (della zona intorno al naso e alla bocca) con l’aria. Anche nel parto in acqua, poi, è fondamentale il ruolo dell’ostetrica che aiuta mamma e bebè e garantisce la massima sicurezza.