Parto in acqua: i vantaggi per il bambino

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    Parto in acqua: i vantaggi per il bambino

    Abbiamo già considerato i vantaggi del parto in acqua per la mamma e osservato come essi siano molteplici. Questo tipo di parto consente una maggiore rilassatezza sia dei muscoli che a livello della psiche traducendosi in una diminuzione dei dolori avvertiti durante il travaglio e la fuoriuscita del bambino. Abbiamo anche accennato al fatto che non tutte le strutture ospedaliere sono attrezzate per questo tipo di parto, per cui è importante che le mamme si informino rispetto alle possibilità offerte nelle loro città. Detto questo, e considerati i vantaggi del parto in acqua per la mamma, è opportuno fare qualche cenno anche a quelli inerenti al bambino.

    Anzitutto posiamo dire che in questo modo il bambino viene alla luce in un ambiente che gli è ‘familiare’ in quanto gli ricorda il liquido amniotico in cui è stato immerso per nove mesi. Inoltre, l’acqua attenua, per altri motivi, il primo contatto col mondo del bambino. In primis, la temperatura dell’acqua è del tutto simile a quella corporea (circa 37 °C), per cui il passaggio dall’utero al nuovo ambiente è avvertito come meno traumatico ma, anche le prime sensazioni avvertite relativamente al tatto, ai suoni e alla luce in acqua risultano notevolmente attenuate al piccolo. Inoltre, a differenza di quanto si spossa pensare, seguendo questa modalità di parto, il bambino non corre alcun rischio relativo alla respirazione.

    Mentre si trova immerso nella vasca, infatti, ancora non respira, quindi non corre il rischio di ingerire l’acqua. La respirazione si attiva solo in un secondo momento quando i ricettori facciali della zona intorno al naso vengono a contatto con l’aria. Nel frattempo l’apporto di ossigeno è garantito dal cordone ombelicale cui il bimbo è ancora attaccato. Dopo la nascita il bambino, portato in superficie, viene avvicinato al corpo della mamma per garantire anche in questo caso un contatto immediato tra i due.