Parto indolore: auto ipnosi per diminuire la sofferenza del travaglio

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    Parto indolore: auto ipnosi per diminuire la sofferenza del travaglio

    Le donne potrebbero utilizzare l’auto-ipnosi per ridurre il dolore del parto, migliorando il loro stato psicofisico senza il bisogno di ricorrere a farmaci artificiali. Insegnare come si fa è l’obiettivo di una ricerca (tuttora in corso di svolgimento), condotta presso l’Università Central Lancashire e diretta dalla professoressa Soo Downe.

    Il team diretto dalla professoressa Downe si è concentrato sul fatto che nel 60% dei parti i medici sono costretti ad usare anestetici come la peptidina (gas esilarante), l’epidurale (anestetico inoculato vicino la colonna vertebrale) o la morfina.

    Checché se ne dica si tratta in tutti i casi di sistemi che portano con sé effetti negativi, dagli accresciuti costi per la sanità a difetti che variano da caso a caso. L’ anestesia epidurale, ad esempio, di cui si fa un gran parlare in termini positivi ed entusiastici può aumentare in molti casi la durata del parto, rendendo qualche volta anche necessario il cesareo. Inoltre potrebbe successivamente ostacolare l’allattamento al seno e favorire la depressione post-partum.

    Proprio analizzando queste evidenze, i ricercatori hanno diretto i loro sforzi nell’individuazione di una nuova via e la scelta è caduta sul cosiddetto parto ipnotico. Per ora ovviamente si tratta semplicemente di una sperimentazione. In base alle previsioni, la sperimentazione durerà 1 anno e mezzo e vedrà il coinvolgimento di circa 800 donne. Ad ogni volontaria verrà proposta una serie di sessioni (ognuna delle quali svolta in maniera individuale) che le insegneranno a provocare il rilascio delle endorfine, antidolorifici naturali. In questo modo, la sofferenza diminuirebbe senza la necessità di sostegni chimici. Costo del corso circa 800 sterline a persona.

    Il ricorso all’auto ipnosi potrebbe rappresentare una valida alternativa a quello che ad oggi è l’unico sistema che non presenta controindicazioni, vale a dire il parto in acqua. Però per partorire in acqua c’è bisogno di una struttura specializzata e in Italia gli ospedali che permettono questo tipo di parto sono ancora troppo pochi per soddisfare tutte le richieste.