Parto indolore, il travaglio in acqua

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    Il travaglio e il parto rappresentano il più grande sforzo fisico che una donna possa sopportare: la futura mamma si misura con il proprio corpo ma soprattuto con i propri limiti.

    Non esiste solo la tecnica dell’epidurale per alleviare il dolore anche il parto in acqua è un’ottima soluzione. Naturalmente per partorire in acqua c’è bisogno di una struttura specializzata. In Italia sono numerosi gli ospedali che permettono questo tipo di parto.

    Tra gli altri ricordiamo: Ospedale Niguarda a Milano, quello civile di Vasto in provincia di Chieti, l’Arnas di Palermo e la casa di cura Fabia Mater di Roma.

    La profondità delle vasche è in media di 80 cm per permettere di spingere verso l’alto.

    Anche il ricambio dell’acqua è costante per evidenti motivi di igiene.

    I vantaggi di un parto in acqua sono molteplici: il bambino sente ancora di essere protetto da un liquido, la temperatura dell’acqua rilassa la muscolatura rendendo meno dolorose le contrazioni. L’acqua inoltre stimola la produzione di endorfina che è un analgesico naturale, infine riduce la possibilità di piccoli interventi chirurgici per agevolare le contrazioni.

    Durante il parto in acqua anche il papà potrà assistere immergendosi, se la mamma lo desidera, nella vasca. Anche se la casistica in questo caso afferma che la donna in travaglio tende a restare da sola in vasca.

    Non ci sono, però, solo vantaggi. Il parto in acqua non è consigliato per le mamme o i bambini con gravi patologia come la gestosi, ipertensione arteiosa, iposviluppo e sofferenza fetale.