Quale contraccettivo usare dopo il parto?

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    Quale contraccettivo usare dopo il parto?

    Uno dei luoghi comuni da sfatare sulla gravidanza è la convinzione che nelle settimane immediatamente successive al parto non si possa rimanere incinta. Anche durante l’allattamento quindi bisogna prestare attenzione: questo vale anche se non è ancora comparso il capoparto, ossia le prime mestruazioni dopo il parto. Il cosiddetto Metodo dell’Amenorrea d’allattamento infatti non sempre è efficace e soprattutto non permette di stabilire con esattezza quando ricomincia l’ovulazione. Si tratta di un fattore da non sottovalutare: il numero di neomamme con il pancione è indice di quanto questo falso mito sia diffuso.

    Dopo una gravidanza non sempre si è immediatamente pronte per iniziarne un’altra e il rischio di depressione post partum aumenta. Chiarito questo vediamo insieme qual è il contraccettivo più adatto al sesso dopo il parto. Il primo elemento da considerare è senza dubbio l’allattamento: se allattate al seno evitate contraccettivi orali ad alto dosaggio ormonale. Gli ormoni infatti passano nel latte e quindi giungono al neonato. Da un altro punto di vista la pillola può avere dei vantaggi correlati: può aiutare a limitare le emorragie disfunzionali e le anemie connesse e permette e di trattare alcuni piccoli problemi estetici come acne e peli superflui dovute all’iperproduzione di ormoni sessuali maschili di natura ovatica. Se siete abituate alla pillola considerate quelle di ultima generazione a basso dosaggio: è efficace al 99% e può essere assunta già a partire dalla fine della terza settimana dopo il parto. In ogni caso è preferibile optare per i cosiddetti metodi barriera: preservativo, diaframma o spirale. Molte donne preferiscono invece affidarsi a metodi naturali come il coito interrotto: sicuramente in questo modo si ha la certezza di non nuocere al neonato in nessun modo ma il rischio di rimanere incinta resta alto.