Rischio licenziamento in gravidanza: quando e perché è possibile

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    Rischio licenziamento in gravidanza: quando e perché è possibile

    Qual è il rischio di licenziamento in gravidanza? Va detto preliminarmente che le lavoratrici dipendenti, secondo la normativa vigente, non possono essere licenziate nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il primo anno di vita del bambino. Questo in parte tutela dal rischio licenziamento in gravidanza. Nel caso in cui in questo arco temporale si venga comunque licenziate dal proprio datore di lavoro, occorre esibire entro 90 giorni al massimo un certificato che attesi l’esistenza della gravidanza nel momento in cui è avvenuto il licenziamento.

    Nello stesso arco di tempo la lavoratrice madre non può essere nemmeno sospesa dal posto di lavoro, a meno che non sia sospaesa la produzione dell’intero reparto cui la lavoratrice è assegnata. Il rischio di licenziamento in gravidanza invece aumenta in alcune ipotesi tassativamente previste. Non vi è divieto di licenziamento della donna in gravidanza se: l’attività aziendale cessa totalmente, se c’è una colpa grave della lavoratrice, in caso di esito negativo di un periodo di prova ed in caso di contratto a tempo determinato.