Torch test in gravidanza: unico esame per diagnosticare 4 infezioni

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    Torch test in gravidanza: unico esame per diagnosticare 4 infezioni

    Durante la gravidanza le mamme si preoccupano di quattro infezioni in particolare: la rosolia, la toxoplasmosi, l’herpes e il citomegalovirus. Esiste un unico test, il torch test, che consente di diagnosticare il rischio di contrarle durante la gravidanza. Le infezioni in questione destano diverse preoccupazioni in quanto possono tradursi in vari danni per il feto. Si tratta, quindi, di un esame che può rivelarsi particolarmente utile. Il prelievo di poche gocce di sangue consente alle mamme di essere più sicure. L’esame cerca tracce di anticorpi; in particolare, se questi sono presenti, vuol dire, o che la mamma ha contratto in precedenza l’infezione (e quindi è del tutto immune) oppure che ha un’infezione in corso.

    Le donne che hanno un’infezione recente a uno degli agenti del torch test avranno l’anticorpo IgM per l’agente specifico, mentre quelle che hanno contratto l’infezione in passato avranno l’anticorpo IgG presente per tutta la vita. Infine, quando non c’è traccia degli anticorpi ai virus allora c’è il rischio di contagio per l’infezione specifica. In quest’ultimo caso, gli esami andranno ripetuti per tutta la durata della gravidanza. Generalmente, nel caso in cui all’inizio della gravidanza, la donna risulti immune da rosolia, citomegalovirus e toxoplasmosi i test non saranno più ripetuti.

    Se, invece, la donna non è immune, gli esami vanno ripetuti ogni quattro, sei settimane nel corso della gravidanza. Il controllo per la contrazione dell’herpes, invece, va valutato di volta in volta dal ginecologo, tenendo conto che generalmente il virus può passare al bambino durante il parto ed eccezionalmente attraverso la placenta.