Travaglio, le urla delle donne

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    Travaglio, le urla delle donne

    Alcune urlano, gridano, altre minacciano il futuro padre, altre ancora si lasciano andare in parole colorite che davvero non sospettavano nemmeno di conoscere, sta di fatto che il travaglio viene affrontato da ogni donna in maniera diversa, e non esiste il modo migliore ma solo ciò che viene più spontaneo, non se ne abbiano a male i papà. Diverse ricerche sostengono che urlare allevia il dolore, altre che urlare equivale a dar voce alla paura, per quanti corsi si frequentino il parto rimane un’esperienza unica e indescrivibile.

    L’unica certezza è che urlare durante il travaglio non deve essere vissuto con imbarazzo o come mancanza di autocontrollo, alla faccia del parto silenzioso delle vip, nessuno osa chiedere alle donne di soffrire in silenzio, non durante il parto. Certo, se sentire le grida quando ancora si deve partorire è un ottimo metodo per far salire l’ansia, ma cercate di ripetervi che poi passa tutto e che ogni donna supera quel momento, magari nel mentre se la prende col marito, ma poi si procede verso una nuova vita.

    Se vi dovesse capitare un ginecologo chiacchierone non prestategli ascolto quando vi verrà a raccontare le stranezze della sala parto dell’ospedale, donne che minacciano i mariti, padri che svengono, telecamere accese che riprendono ogni esilarante avventura, fate finta di niente e non prestategli ascolto.

    Ovviamente ogni donna reagisce come meglio crede, chi urla, chi geme, chi vocalizza, bestemmia, sussurra, il tutto favorisce la progressione del travaglio stesso e aiuta a sopportare il dolore delle contrazioni, e se il personale dell’ospedale vi riprende mandate tutti a quel paese, siete autorizzate.