Tri test in gravidanza: quando farlo e a cosa serve

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    Tri test in gravidanza: quando farlo e a cosa serve

    A cosa serve il tri test in gravidanza? E quando farlo? Un tempo le condizioni di salute del neonato erano quasi del tutto sconosciute ai futuri genitori. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, è possibile sapere già prima della nascita quali siano le condizioni di salute e crescita del neonato. Alcuni di questi esami volti alla definizione delle condizioni del feto sono invasivi e quindi sono consigliati solo in alcuni casi, ad esempio se la futura mamma ha già raggiunto una certa età.

    Il tri test in gravidanza, invece, è semplicemente un prelievo di sangue. Ma, quando farlo e a cosa serve? Il tri test in gravidanza può essere fatto già tra la 15° e la 17° settimana di gestazione. Il tri test in gravidanza serve ad individuare con un’affidabilità del 70% se il feto è affetto da spina bifida, sindrome di Down e sindrome di Edwards. Il tri test in gravidanza si basa sull’analisi computerizzata di quattro elementi e in particolare dell’età materna e di tre proteine di origine feto-placentare. Va comunque anche detto che il tri test in gravidanza è poco affidabile in caso di gravidanza gemellare o multipla.

    In questo caso il tri test non è attendibile perché non riesce ad individuare quale è il gemello a rischio. Il tri test è ritenuto comunque non del tutto attendibile, data l’alta percentuale di falsi positivi. Comunque questo test non è invasivo, non è pericoloso per la salute della donna e del feto, in quanto non è minimamente invasivo. Infine, prima del tri test, in gravidanza può essere eseguito un altro esame di screening e cioè il bi test.