Vaccino antirosolia in gravidanza, perchè è importante effettuarlo

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    Vaccino antirosolia in gravidanza, perchè è importante effettuarlo

    Perchè è importante effettuare il vaccino antirosolia in gravidanza? La rosolia è un’infezione provocata dal un virus della famiglia dei Togavirus, il Rubeovirus. La rosolia fa parte delle cosiddette malattie esentematiche, che si manifestano con un’eruzione cutanea. Il contagio della rosolia avviene generalmente per via aerea o tramite il contatto con secrezioni nasali infette o con la saliva. Il contagio può avvenire fin dai 7 giorni prima che si manifesti l’eruzione cutanea e fino a 8 giorni dopo la sua scomparsa. La rosolia può comportare complicazioni se contratta durante la gravidanza in particolare nel primo trimestre. Infatti, il feto può essere contagiato dal virus responsabile tramite la placenta con effetti anche seri. Nel caso in cui la rosolia dovesse essere contratta nel primo trimestre di gravidanza, infatti, il feto potrebbe andare incontro alla cosiddetta rosolia congenita che spesso si associa anche a ritardo mentale, sordità, e altre possibili problematiche agli occhi, al cuore o agli altri organi.

    Inoltre, se contratta nel primo trimestre di gravidanza, la rosolia potrebbe provocare anche un aborto spontaneo. Nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza, invece, le probabilità che la rosolia comporti danni al feto sono minori, ma è comunque necessario prestare la dovuta attenzione ed evitare il contagio. Da queste argomentazioni si comprende dunque perchè il vaccino antirosolia in gravidanza sia tra quelli raccomandati dal Servizio saniatrio nazonale. In ogni caso, se la rosolia è stata già contratta in passato, la donna può considerarsi immune dal virus e in questi casi non si rende utile il vaccino antirosolia in gravidanza. Se il vaccino antirosolia in gravidanza serve ad evitare i possibili danni al feto causati dal virus, per accertare se la rosolia è stata già contratta in passato si può effettuare il Rubeo Test.